Pubblicato il 9 Giugno 2026
La denuncia dopo il decesso del giovane
Aveva soltanto 24 anni Sabjan Ballici, il giovane deceduto il 20 febbraio all’ospedale di Foligno a causa di un tumore allo stomaco diagnosticato pochi giorni prima della morte.
I familiari, assistiti dagli avvocati Luca Maori e Luca Valigi, hanno presentato una denuncia alla Procura di Spoleto per accertare eventuali responsabilità mediche e chiarire se il percorso diagnostico seguito nei mesi precedenti sia stato adeguato.
I primi segnali della malattia
I primi problemi di salute risalgono all’estate del 2025. A partire da luglio, il giovane aveva iniziato a soffrire di una tosse persistente accompagnata dalla presenza di tracce di sangue, sintomi che avevano spinto i medici a prescrivere alcuni accertamenti.
Tra gli esami effettuati figurano una radiografia del torace, risultata negativa, e una fibrorinoscopia che aveva evidenziato un possibile reflusso gastroesofageo.
Con il passare dei mesi, però, i disturbi non si sono attenuati. A ottobre era comparsa anche una tumefazione nella zona inguinale, successivamente sottoposta a esame ecografico.
Gli accessi in ospedale e le dimissioni
La situazione si sarebbe ulteriormente aggravata alla fine dell’anno. Il 27 dicembre una TAC toracica avrebbe evidenziato un ingrossamento dei linfonodi.
Preoccupato per il quadro clinico, il giovane si era recato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia accompagnato da una cugina infermiera. Secondo quanto riportato nella denuncia, dopo diverse ore di attesa avrebbe però deciso di lasciare la struttura senza essere visitato.
Un nuovo accesso al pronto soccorso è avvenuto il 19 gennaio, su indicazione del medico di famiglia, a causa del perdurare della forte tosse. In quell’occasione il 24enne sarebbe stato sottoposto a valutazione medica e successivamente dimesso con la prescrizione di una broncoscopia, eseguita alcuni giorni dopo.
Secondo la ricostruzione dei familiari, durante tale visita uno specialista avrebbe attribuito i sintomi all’uso abituale di sostanze stupefacenti.
La diagnosi e il ricovero a Foligno
Il 29 gennaio Ballici si sarebbe nuovamente presentato all’ospedale di Perugia. Dopo una notte trascorsa in osservazione, sarebbe stato dimesso ancora una volta.
A quel punto la famiglia avrebbe deciso di rivolgersi all’ospedale di Foligno, dove il giovane è stato ricoverato il 6 febbraio.
Proprio nella struttura folignate è arrivata la diagnosi di tumore allo stomaco, comunicata appena 48 ore prima del decesso avvenuto il 20 febbraio.
I dubbi dei familiari e la consulenza medico-legale
Attraverso i propri legali, la famiglia ha commissionato una consulenza medico-legale di parte che è stata allegata alla denuncia presentata in Procura.
Secondo quanto sostenuto dai consulenti, una mancata individuazione tempestiva della patologia avrebbe impedito l’avvio di trattamenti oncologici che avrebbero potuto offrire maggiori possibilità terapeutiche.
“Una diagnosi anticipata avrebbe potuto migliorare le prospettive”
Il consulente medico incaricato dai familiari ritiene che, pur non essendoci la certezza che una diagnosi più precoce avrebbe salvato la vita del giovane, un riconoscimento anticipato della malattia avrebbe potuto rallentarne l’evoluzione, prolungare la sopravvivenza e ridurre le sofferenze del paziente.
Secondo la relazione, l’avvio tempestivo di un percorso diagnostico e terapeutico avrebbe potuto garantire maggiori opportunità di trattamento, anche qualora il beneficio fosse stato limitato nel tempo.
Sarà la Procura a fare chiarezza
Ora spetterà alla Procura di Spoleto valutare la documentazione depositata e accertare se vi siano state eventuali omissioni o ritardi nel percorso sanitario seguito dal giovane.
L’indagine dovrà chiarire se tutte le procedure siano state eseguite correttamente e se esista un eventuale collegamento tra i tempi della diagnosi e l’esito della vicenda che ha portato alla morte del 24enne.

