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botti di capodanno

Muore dopo 18 giorni di agonia: fatale l’esplosione di un petardo a Capodanno

Pubblicato il 19 Gennaio 2026

Dopo 18 giorni di ricovero in Rianimazione, è morto Bruno Savoia, 43 anni, all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli. L’uomo era stato ricoverato nella notte di Capodanno in condizioni gravissime, dopo che l’esplosione di un petardo gli aveva amputato una mano e provocato lesioni interne e ustioni diffuse, che col passare dei giorni si sono rivelate irreversibili.

Lo scoppio nel cortile durante i festeggiamenti

La vittima viveva con la compagna in un appartamento di via Giacomo Leopardi. Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio era sceso nel cortile del palazzo, dove, insieme ad alcuni amici, aveva acceso un petardo che, secondo le prime informazioni, sarebbe stato di fabbricazione artigianale.

L’ordigno è esploso tra le sue mani, causandogli la perdita immediata di un arto. Oltre all’amputazione, lo scoppio ha provocato gravi ferite all’addome e ustioni in più parti del corpo, rendendo da subito la situazione estremamente critica.

La corsa in ospedale e il lungo ricovero in Rianimazione

Resisi conto della gravità delle ferite, amici e compagna hanno contattato ripetutamente il 118, ma l’ambulanza non sarebbe mai arrivata. A quel punto hanno deciso di trasportarlo personalmente in ospedale, dove è stato preso in carico dal pronto soccorso.

Dopo le prime cure, Bruno Savoia è stato trasferito nel reparto di Rianimazione, dove è rimasto per oltre due settimane in condizioni estremamente critiche. Nonostante i tentativi dei medici, le complicazioni dovute alle lesioni riportate non gli hanno lasciato scampo e l’uomo è deceduto dopo 18 giorni di lotta tra la vita e la morte.

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