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Museo Civico di Storia Naturale di Comiso: un salto nella storia con reperti interessanti per tutta la famiglia. Pubblicato avviso di manifestazione di interesse per la gestione integrata

Pubblicato il 4 Gennaio, 2022

A Comiso c’è un bellissimo Museo Civico di Storia Naturale, che ancora pochi conoscono: ben tenuto e gestito con passione dal curatore scientifico Dott. Gianni Insacco, dove è possibile trovare reperti interessanti per grandi e piccini. 1000 mq. divisi tra una Sezione Paleontologica e una Zoologica. Altri 800 mq adibiti a depositi e a Laboratorio Scientifico, specializzato nel restauro paleontologico e per la preparazione tassidermica ed osteologica. Un patrimonio museale di oltre 14 collezioni e di oltre 27.000 reperti, tra 12.000 fossili di varie ere geologiche e circa 15.000 preparati zoologici, costituiti da animali terrestri e marini naturalizzati. A questi reperti si aggiungono anche i 5000 volumi d’interesse geo-paleontologico e zoologico, appartenenti alle Collezioni Librarie di “Italo Di Geronimo” e di “Ferdinando Ciani”.

Per migliorare e renderne più efficiente la fruibilità, è stato pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per la gestione integrata, preordinato alla individuazione di un operatore economico a cui affidare in via diretta i servizi informativi, educativi, turistici e promo pubblicitari.

“Il soggetto affidatario – spiega il sindaco Maria Rita Schembari – dovrà garantire con proprio personale l’apertura e chiusura delle sale e degli spazi, la loro custodia, sorveglianza e controllo degli accessi, gestire la biglietteria, la prenotazione e prevendita, i servizi di reception, di accoglienza e di informazioni al pubblico, le visite guidate, le attività didattiche, nonchè le attività di valorizzazione e promozione del museo.  Le proposte possono essere presentate entro le ore 12.00 del 28 gennaio 2022. E’ importante questo affidamento all’esterno – ancora il primo cittadino – perché garantirà al museo l’apertura nei giorni festivi incentivando famiglie, persone singole e turisti, a venire a visitare questo nostro orgoglio che è il più importante, in tutta l’Italia meridionale, per la ricchezza dei reperti e che, purtroppo, non tutti ancora conoscono”.