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Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: inaugurazione nel 33° anniversario della strage di Capaci

Pubblicato il 23 Maggio 2026

Un nuovo spazio della memoria a Palermo

Nel 33° anniversario della strage di Capaci viene inaugurato a Palermo il Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ospitato all’interno di Palazzo Jung. L’obiettivo del progetto è quello di creare un luogo dedicato alla memoria e alla trasmissione della storia dell’antimafia alle nuove generazioni.

Il museo è stato curato dal direttore Alessandro De Lisi e raccoglie numerosi oggetti simbolici appartenuti ai due magistrati, tra cui la bicicletta di Paolo Borsellino, la poltrona di Giovanni Falcone, la sua penna personale e le agende con appunti originali. Tra i reperti più rari figura anche la fotocopiatrice utilizzata durante il Maxiprocesso.

Il valore educativo della memoria

Durante la cerimonia di commemorazione, Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone, ha sottolineato come il museo rappresenti un progetto atteso da decenni. Ha definito questa iniziativa un “sogno che si realizza dopo 34 anni”, evidenziando l’importanza di mantenere viva la memoria della lotta alla mafia.

Secondo Falcone, il museo sarà un punto di riferimento per i giovani: uno spazio in cui conoscere la storia dell’antimafia e comprenderne il valore civile, senza dimenticare che la lotta non può considerarsi conclusa. La giornata della legalità, ha ribadito, deve essere un momento di riflessione continua e impegno attivo.

Oggetti simbolici e ricordi personali

Tra i materiali esposti si trovano anche oggetti dal forte valore simbolico, come la sveglia appartenuta al capo scorta di Falcone, Antonio Montinaro, che era solito portarla sempre con sé.

È presente inoltre una parte della collezione personale di “papere” di Giovanni Falcone, oggetti legati a un episodio significativo della sua carriera. Come spiegato dal presidente del museo Vincenzo Di Fresco, tutto nacque da un errore giudiziario che Falcone trasformò in un’occasione di riflessione. Da quel momento iniziò a collezionare papere come simbolo di umiltà e crescita professionale. In un episodio ricordato, Paolo Borsellino era solito nascondergliene alcune lasciando biglietti scherzosi con richieste simboliche di riscatto.

Installazioni e percorso immersivo

Il museo ospita anche installazioni multimediali come “La linea del tempo”, che ricostruisce il percorso storico dell’antimafia.

Particolare rilievo ha la cosiddetta “foto impossibile”, in cui vengono raffigurati i protagonisti della lotta alla mafia insieme ai loro carnefici rappresentati in forma simbolica. L’immagine, spiegano i curatori, vuole sottolineare la contrapposizione tra chi ha combattuto per la legalità e chi ha incarnato il male.

Il progetto utilizza anche elementi visivi e sonori immersivi, con fotografie di famiglia integrate a effetti digitali e suoni ambientali come elicotteri e momenti di rivolta, per rendere l’esperienza più coinvolgente e riflessiva.

Un’eredità che parla alle nuove generazioni

Per Maria Falcone, il museo si inserisce in un contesto profondamente legato alla storia personale di Giovanni Falcone, nato e cresciuto proprio in quella zona di Palermo. Ricorda come luoghi quotidiani della sua infanzia, come la palestra o la chiesa frequentata da bambino, siano parte integrante della sua formazione.

Il messaggio centrale dell’esposizione è che la legalità è un percorso collettivo e ancora attuale: con impegno, studio e consapevolezza, ogni cittadino può contribuire alla lotta contro la criminalità organizzata, raccogliendo l’eredità lasciata da Falcone e Borsellino.

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