Pubblicato il 19 Gennaio 2024
Ottanta colpi d’arma da fuoco esplosi fra la folla. Almeno due pistole utilizzate, calibro 40 e 9.19, molto probabilmente anche una mitraglietta.
È un volume da guerra civile, quello che mercoledì sera intorno alle 19 ha scatenato l’inferno in pieno centro di Napoli, tra corso Arnaldo Lucci e via Toscano.
Alla fine il bilancio è di un 19enne lievemente ferito a una gamba, ritenuto l’obiettivo almeno della prima fase del raid e di una incolpevole passante di 68 anni ferita al gluteo.
Mercoledì sera decine di bossoli e proiettili inesplosi, tra ottanta e novanta, sono stati recuperati sull’asfalto, a seguito di un agguato sfociato in una violenta sparatoria.

Nel mirino dei criminali c’era Nicola Giuseppe Moffa, un diciottenne ritenuto vicino a personaggi affiliati all’organizzazione camorristica dei Contini del Vasto. Il giovane è sfuggito per un soffio alla tempesta di fuoco scatenata dai killer, ma ha riportato ferite agli arti inferiori.
È stato ricoverato nell’ospedale Vecchio Pellegrini in condizioni serie, ma non in pericolo di vita.
Nel momento dell’agguato è stata colpita per errore anche una donna di sessantotto anni, Adele V., che è stata medicata all’Ospedale del Mare per un colpo di striscio.

Secondo la ricostruzione degli investigatori dopo aver sparato alcuni colpi in direzione del loro bersaglio, i killer ne avrebbero esplosi altri a scopo intimidatorio e dimostrativo: dopo l’agguato, dunque, ci sarebbe stata quella che viene definita una “stesa”.

Nel giro di poche ore, la Squadra Mobile di Napoli (guidata da Alfredo Fabbrocini) ha portato al fermo di cinque persone sospettate di essere legate alla sparatoria. Durante perquisizioni, sono state recuperate armi, e gli esami balistici potrebbero confermare il loro coinvolgimento.
Alcune delle armi utilizzate sequestrate sarebbero infatti “compatibili” con quelle usate nel raid, in particolare un’arma da guerra calibro 9 e un revolver.
Per i cinque arrestati la contestazione è, comunque, quella di detenzione illegale di arma da guerra e ricettazione.
Ma chi voleva colpire Moffa? Il ferito, malgrado giovanissimo, risulta essere noto alle forze dell’ordine per una sua presunta frequentazione con i gruppi di giovani rapinatori che agiscono nel centro storico. Una cicatrice sulla sua gamba sinistra, rivelata durante le cure mediche, potrebbe essere collegata a un precedente agguato.
I residenti della zona sono sconvolti: “Poteva essere una strage. Viviamo ogni giorno nella paura di potere essere coinvolti per cui non abbiamo colpa e da cui non ci sentiamo difesi”.

