Pubblicato il 25 Febbraio 2026
Prima fuga con una Fiat Panda: coinvolti due 14enni
Due distinti episodi, avvenuti nella stessa fascia oraria e nella stessa zona di Napoli, hanno visto protagonisti ragazzi poco più che adolescenti, protagonisti di inseguimenti ad alta velocità che hanno messo a rischio la loro vita e quella degli altri.
Intorno alle 23, i carabinieri della compagnia Napoli Stella hanno intimato l’alt a una Fiat Panda con a bordo tre persone. L’auto inizialmente si è fermata, ma subito dopo è partita una fuga durata circa 30 minuti.
Ne è nato un inseguimento a velocità sostenuta, con manovre pericolose, tratti percorsi contromano, rotonde affrontate senza rallentare e guardrail danneggiati. Secondo quanto ricostruito, alla guida ci sarebbe stato un conducente inesperto.
La corsa si è conclusa a Villaricca, a nord della provincia di Napoli. I tre occupanti hanno tentato di scappare a piedi, ma due di loro sono stati bloccati non senza difficoltà. Si tratta di due minorenni napoletani di 14 e 15 anni.
All’interno del veicolo i militari hanno rinvenuto un coltello e una mazza da baseball. I ragazzi sono stati arrestati e, su disposizione della Procura per i minorenni di Napoli, trasferiti nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. Uno di loro avrebbe detto ai militari che la madre non era a conoscenza di quanto accaduto.
Secondo inseguimento con un Suv: sei minorenni a bordo
Nelle stesse ore e a poca distanza, un’altra pattuglia del nucleo operativo della compagnia Napoli Stella ha intimato l’alt a una Bmw X6 che stava attraversando piazza Vittorio. Anche in questo caso, il conducente non si è fermato.
È scattato un nuovo inseguimento, con punte che avrebbero raggiunto i 150 chilometri orari, conclusosi in corso Secondigliano. A bordo del Suv c’erano sei ragazzi, tutti minorenni.
Alla guida un 16enne, mentre gli altri cinque passeggeri avevano un’età compresa tra i 16 e i 17 anni. Il giovane conducente è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e guida senza patente. Avrebbe dichiarato di aver preso l’auto del padre senza informarlo, chiedendo ai militari di non avvisarlo.
Tutti i ragazzi coinvolti nel secondo episodio sono stati affidati ai rispettivi genitori.

