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Napoli

Napoli, tramortito e bruciato vivo: svolta nelle indagini del brutale omicidio

Pubblicato il 29 Gennaio 2024

Era tramortito ma ancora in vita, Domenicantonio Vellega, quando la ex moglie e il suo nuovo compagno, la sera del 3 marzo 2022, dopo averlo ferito, l’hanno riposto in un’auto poi data alle fiamme.

E’ la raccapricciante scoperta fatta dai carabinieri di Castello di Cisterna, in provincia di Napoli, nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura di Nola, che hanno portato all’arresto di Maddalena Masi, 40 anni, e del convivente, Francesco Miranda, 52 anni, ora accusati di omicidio aggravato.

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Svolta nelle indagini, quindi, quasi due anni dopo il delitto. I due indagati sono stati rinchiusi nelle carceri di Napoli Poggioreale e Pozzuoli.

Non è ancora chiaro il movente.

Scartata la pista del regolamento di conti interno alla camorra, pure presa inizialmente in considerazione: Vellega, classe ’72, era già noto alle forze dell’ordine. Il  movente per gli inquirenti va ricercato in ambito passionale: Vellega aveva iniziato da poco una relazione con un’altra donna e questo avrebbe suscitato l’ira della ex moglie.

Un importante contributo alle indagini è stato fornito da due uomini, suocero e genero, che il 3 marzo 2022 erano nella zona in cui l’auto fu data alle fiamme, in via Torricelli ad Acerra: i due avviarono una diretta Facebook e col cellulare ripresero la fuga dell’uomo che aveva appiccato il fuoco. Benché le immagini non siano nitidissime, si vede che l’uomo indossa guanti di lattice azzurri, simili ad altri trovati in casa della Masi.

Nel marzo di due anni fa i carabinieri intervennero in via Torricelli, ad Acerra, dove una Fiat 600 era in fiamme: all’interno dell’autovettura fu trovato il cadavere carbonizzato della vittima. Grazie alle indagini e agli accertamenti tecnico-scientifici i militari sono stati in grado di escludere l’iniziale ipotesi suicidaria e quella dell’omicidio legato ai precedenti della vittima. Poi, nonostante alcuni tentativi degli indagati di sviare le indagini, sarebbero stati raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti della ex moglie della vittima e del convivente di quest’ultima. 

Secondo quanto successivamente ricostruito dagli inquirenti, la coppia, la sera del 3 marzo 2022, avrebbe prima ferito gravemente Domenicantonio Vellega all’interno della abitazione di Maddalena Masi, poi ne avrebbe riposto il suo corpo all’interno della sua auto e infine avrebbe appiccato un incendio alla vettura, quando la vittima era priva di sensi ma ancora in vita. Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali sono stati documentati continui tentativi di sviare le indagini.

In particolare la donna cercò di accreditare il fatto che l’ex marito fosse una persona violenta e legata alla criminalità; con questo scopo dopo il delitto nascose nell’abitazione della vittima una pistola, che però nel corso della prima perquisizione compiuta dai carabinieri non era stata trovata. Dalle indagini è emerso invece che in passato aveva avuto lei comportamenti violenti nei confronti del marito, costringendolo a dormire fuori casa su un giaciglio di cartone e ferendolo all’addome con una forchetta: l’uomo aveva ancora la cicatrice.