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Nato

La Nato si allarga e affida il suo esercito in Europa a un italoamericano che parla il russo

Pubblicato il 5 Luglio, 2022

“Questa è una giornata storica per la Nato, per la Svezia e per la Finlandia: insieme saremo più forti e le nostre popolazioni più sicure”.

Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Con la firma, oggi a Bruxellese, dei protocolli di accesso “inizia il processo di ratificazione” degli alleati della Nato, che presto sarà composta da 32 membri dopo che Finlandia e Svezia faranno ufficialmente parte dell’Alleanza.

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Il ministro degli Esteri finlandese Pekka Haavisto, il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e il ministro degli Esteri svedese Ann Linde

E da oggi c’è un po’ di Italia nella cabina di regia militare della Nato che contrasta la minaccia russa.

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Christopher Gerard Cavoli

Una cerimonia militare al comando operativo di Mons, in Belgio, ha segnato il passaggio di consegne al generale italoamericano Christopher Gerard Cavoli, nuovo comandante delle Forze armate dell’Alleanza atlantica in tutta Europa. Nato durante la guerra fredda da un ufficiale italoamericano dell’esercito Usa a Wurzburg, nella Germania occidentale, Cavoli è cresciuto tra Roma, Verona e Vicenza. 

Oltre all’inglese, parla in modo fluente l’italiano, il francese e il russo. Quest’ultima lingua ha permesso al generale italoamericano di scalare i ranghi dell’esercito Usa diventando direttore delle attività militari di Washington sulla Russia. Cavoli ha preso il posto del generale Tod Wolters, che aveva assunto l’incarico di “Supreme Allied Commander” in Europa nel 2019. 

Dopo l’infanzia in Italia e in Europa, Cavoli nel 1987 si è laureato in biologia alla Princeton University. Dopo gli studi è entrato nella fanteria dell’esercito Usa per poi diventare sottotenente alla base di Vicenza dal 1988 al 1991.

Dopo la seconda parentesi italiana, il militare è stato promosso capitano ed è diventato istruttore presso la Ranger School tra il 1992 e il 1994. Nel 1995 ha ripreso gli studi per specializzarsi nell’argomento che avrebbe cambiato la sua carriera: la Russia. Cavoli nel 1997 si è laureato alla Yale University con un master in russo e studi dell’Europa orientale. Un bagaglio d’esperienza e competenza che ha catapultato il futuro generale nei più importanti scenari di crisi a cavallo tra gli Novanta e Duemila. 

La parte più avventurosa della sua carriera è cominciata in Bosnia nel 1999 come capo delle operazioni per la Decima divisione di montagna. Poi è tornato a Washington da tenente colonnello, dove nel 2001 è stato promosso a direttore per la Russia all’interno del Joint Staff Strategic Plans and Policy Directorate. Cavoli è stato quindi trasferito in Afghanistan a capo del battaglione schierato nella provincia di Kunar, al confine col Pakistan. Ha proseguito la guerra a Herat prima di diventare direttore del gruppo di coordinamento del capo di stato maggiore dell’esercito Usa. Nel mentre Cavoli non ha mai smesso di dedicarsi alla formazione che lo ha impegnato a più riprese presso diversi istituti: dalla National Defense University al George Marshall Center for European Security Studies.