Pubblicato il 1 Maggio 2026
Un evento unico nei cieli
Un episodio straordinario ha segnato la storia di Ita Airways: la nascita del primo bambino a bordo di un suo volo. Il piccolo, chiamato Mohamed Alessandro, è venuto al mondo nella notte tra il 29 e il 30 aprile, durante il volo AZ855 partito da Dakar e diretto a Roma Fiumicino.
A raccontare quei momenti alla giornalista di LaPresse Benedetta Mura, è la capo cabina Claudia Rossini, che descrive l’accaduto come “un’emozione incredibile, qualcosa che porteremo dentro per sempre”. La nascita è avvenuta intorno alla mezzanotte e mezza, mentre l’aereo sorvolava la Mauritania.
L’emergenza a bordo e la decisione del comandante
La situazione si è sviluppata rapidamente: la madre, incinta di sette mesi, ha iniziato ad avvertire dolori poco dopo il decollo. Appena informato, l’equipaggio si è attivato immediatamente per gestire l’emergenza.
Il comandante ha deciso di interrompere il viaggio e rientrare a Dakar, predisponendo un atterraggio straordinario. Tuttavia, il tempo necessario per il rientro non è bastato: il parto è avvenuto durante il volo, rendendo la situazione ancora più delicata.
Il ruolo decisivo dei passeggeri e dell’equipaggio
Determinante è stata la presenza a bordo di personale sanitario tra i passeggeri. Un’infermiera francese e una dottoressa hanno offerto un aiuto fondamentale, intervenendo direttamente nel parto.
Rossini ricorda con gratitudine il loro contributo, sottolineando come l’infermiera abbia assistito concretamente alla nascita del bambino, definendolo “un angelo sceso dal cielo”.
L’equipaggio, addestrato per gestire emergenze, ha fatto tutto il possibile: le attrezzature mediche erano pronte e utilizzate con tempestività, contribuendo alla buona riuscita dell’operazione.
Attimi di tensione e poi il sollievo
Non sono mancati momenti di paura: il neonato non ha pianto immediatamente dopo la nascita, creando attimi di forte tensione tra i presenti.
Poi, finalmente, il suo primo pianto ha sciolto ogni preoccupazione, scatenando un applauso spontaneo da parte di tutti i passeggeri, trasformando l’ansia in commozione collettiva.
Una “sala parto” improvvisata in cabina
Per affrontare l’emergenza, l’equipaggio ha adattato gli spazi a bordo: la cucina dell’aereo è stata trasformata in una piccola sala operatoria, diventando di fatto una stanza improvvisata per il parto.
La madre ha collaborato con grande forza e lucidità, mentre l’equipaggio metteva in pratica tutte le procedure di sicurezza e assistenza previste, anche se un evento simile resta tra i più rari e imprevedibili in assoluto.
Un ricordo indelebile
Una volta rientrato a Dakar, il bambino e la madre sono stati affidati alle cure mediche, entrambi in buone condizioni. Il piccolo porta il nome Alessandro come secondo nome, in omaggio al comandante del volo.
Rossini conclude con un’immagine toccante: “Siamo partiti in 155 e siamo atterrati in 156. È una carezza al cuore, qualcosa che non dimenticheremo mai”. Fonte LaPresse – immagine di repertorio

