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Naturopatia al Policlinico di Catania: scoppia la polemica

Pubblicato il 22 Giugno 2026

Un incarico professionale per attività olistiche in un ospedale pubblico

È diventato un caso nazionale l’incarico per dodici mesi di attività legate alla naturopatia all’interno del Policlinico universitario “G. Rodolico-San Marco” di Catania. La vicenda è emersa dopo la pubblicazione di un avviso pubblico per l’affidamento di una collaborazione professionale a una specialista in discipline olistiche, generando un acceso dibattito sulla presenza di pratiche alternative nelle strutture sanitarie pubbliche.

La notizia è stata segnalata dal Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, e successivamente rilanciata sui social dal professor Roberto Burioni, che ha commentato la vicenda con tono critico: “Il rilancio del Servizio sanitario nazionale, con i soldi dei contribuenti”.

Le critiche di Burioni e del Cicap: il nodo della validità scientifica

La vicenda ha attirato l’attenzione del mondo scientifico soprattutto per il tipo di discipline coinvolte. Il professor Roberto Burioni, immunologo e docente universitario, ha criticato pubblicamente la scelta, mettendo in discussione l’utilizzo di risorse pubbliche per attività considerate prive di solide conferme scientifiche.

Anche il Cicap ha espresso forti perplessità, inviando una lettera al ministro della Salute per chiedere verifiche sulla natura dell’incarico e sulla sua compatibilità con il contesto ospedaliero.

Secondo il presidente del Cicap Lorenzo Montali, nel percorso formativo della professionista comparirebbero materie come iridologia, naturopatia quantica, oligoterapia carmica, riflessologia plantare e aromoterapia tibetana.

L’associazione sostiene che tali pratiche siano basate su principi non compatibili con le conoscenze mediche validate dalla comunità scientifica e che non presentino sufficienti prove cliniche a sostegno della loro efficacia.

Il caso arriva al ministro della Salute

La vicenda riapre il confronto sul rapporto tra medicina tradizionale e pratiche complementari.

Da una parte c’è chi ritiene possibile affiancare alcuni approcci alternativi ai percorsi di cura, soprattutto come supporto al benessere del paziente. Dall’altra, molti esperti sostengono che ospedali pubblici e strutture universitarie debbano utilizzare esclusivamente metodi fondati su evidenze scientifiche consolidate.

Con la segnalazione formale del Cicap, la questione è ora all’attenzione del ministro della Salute, chiamato a fare chiarezza sui criteri che hanno portato all’affidamento dell’incarico e sul ruolo che la naturopatia può avere all’interno di un ospedale pubblico.

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