Pubblicato il 18 Ottobre 2022
Secondo giorno in tribunale a Barcellona per Neymar, che deve affrontare un processo su presunte irregolarità relative al suo trasferimento nel 2013 dal Santos al club catalano.
Al suo arrivo, l’attaccante del Paris Saint-Germain si è concesso un selfie con un tifoso. Il brasiliano rischia fino a due anni di carcere.
“Ho sempre firmato quello che mio padre mi diceva di firmare. Mio padre è sempre stato responsabile delle trattative contrattuali. Il mio sogno è sempre stato quello di giocare nel Barcellona, potevo andare al Real, ma ho sempre voluto il Barça”.
Sono state queste, poi, le prime parole del fuoriclasse nel processo in cui è coinvolto in Spagna.
LA VICENDA
Il processo si basa sulle presunte irregolarità riguardanti il suo trasferimento nel 2013 dal Santos al club catalano. Neymar, insieme agli ex presidenti del Barça – Sandro Rosell e Josep Maria Bartomeu – e alcuni rappresentanti della società blaugrana così come del Santos, sono comparsi davanti al giudice per rispondere della denuncia presentata dal gruppo d’investimento brasiliano DIS.
“I want justice”
Went to São Paulo to meet the man who wants to send Neymar and his family to prison.
On the incredible 9 year feud that ensnared Barca, Santos, Real Madrid, the super agents and a furious supermarket magnate. https://t.co/I5nimx4tiV
— tariq panja (@tariqpanja) October 16, 2022
Il gruppo DIS aveva diritto al 40% del trasferimento di Neymar, ma afferma di aver ricevuto un indennizzo inferiore perché parte della commissione dell’operazione è stata nascosta.
Arrivato al Barcellona per la cifra ufficiale di 51,70 milioni di euro, il trasferimento del brasiliano ha sempre destato sospetti, al punto da allertare il fisco spagnolo, certo che l’ammontare dell’operazione sia in realtà di circa 107 milioni, bonus inclusi.
Tutti gli imputati hanno negato il presunto illecito.
Il giocatore e il padre-agente sono accusati di corruzione e rischiano una pena detentiva fino a due anni, oltre a una multa da 10 milioni di euro.
Rosell, invece, rischia cinque anni di carcere per frode e corruzione, oltre a una multa di 10 milioni di euro.

