Pubblicato il 9 Agosto 2024
Non c’è giorno che passi senza una polemica alle Olimpiadi di Parigi. Dopo l’arresto di Tom Craig, giocatore di hockey su prato della Nazionale australiana sorpreso ad acquistare cocaina da un pusher minorenne tra le strade di Parigi, l’ultima polemica esplosa riguarda il caso di Noah Lyles. Il velocista americano, dopo l’oro nei 100 metri, ha conquistato il bronzo nei 200 metri, non riuscendo a bissare il successo.
La polemica però è scoppiata subito dopo quando, svuotato di ogni energia, Lyles è stramazzato al suolo ed è stato portato fuori dallo stadio addirittura su una sedia a rotelle. In poco tempo si è diffusa una voce clamorosa, confermata poi dallo stesso atleta, secondo la quale fosse affetto da Covid. E, nonostante tutto, non solo ha gareggiato ma ha anche abbracciato i suoi avversari al termine della corsa, a partire da Tebogo che ha vinto l’oro.
Le parole di Noah Lyles: “Sono orgoglioso di me stesso”
Lyles ha dichiarato che ha iniziato a sentirsi male dopo la gara dei 100 metri, scoprendo di avere il Covid. L’ha affrontato idratandosi molto e si è detto orgoglioso di aver conquistato il terzo posto nonostante il suo fisico fosse debilitato dal virus. Ha aggiunto di non aver mai preso in considerazione l’idea di ritirarsi, cercando di restare in quarantena quanto più possibile per evitare di trasmettere la malattia.
Le precauzioni adottate sono però sparite alla fine della gara quando, complice evidentemente l’adrenalina del momento, il velocista ha abbracciato e si è complimentato con i suoi avversari, prima di crollare a terra senza forze. Lyles ha detto che potrebbe saltare la staffetta 4×100, poiché il team statunitense a suo modo di vedere è forte e può farcela anche senza di lui.
Le critiche di Michael Johnson
Il comportamento di Lyles è stato aspramente criticato, a partire dall’ex velocista e campione statunitense Michael Johnson, oggi opinionista della BBC, che ha sottolineato la stranezza di questa storia. Johnson ritiene il Covid una malattia ancora pericolosa e, benché qualcuno ha detto addirittura che si sia trattata solo di una montatura, ha ritenuto Lyles un irresponsabile. “So che probabilmente non c’è una politica per queste cose nei Giochi di Parigi – ha osservato l’ex velocista – ma moralmente non sono sicuro che fosse corretto”.
In effetti alle Olimpiadi non esiste un vero e proprio protocollo anti-Covid, tant’è che almeno una quarantina di atleti sarebbero risultati positivi dall’inizio di questa settimana. Lyles però si è difeso, sostenendo che non ha voluto far sapere della sua positività per non dare vantaggi agli avversari. Parole che hanno ulteriormente arroventato le polemiche sui social.

