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Noale, lanificio Eger: la storia dell’azienda che arrivò a superare 300 dipendenti

Pubblicato il 22 Settembre, 2022

Organizza la Pro loco di Noale nell’ambito della rassegna “Sotto le stelle… a parlare di Veneto” in piazza Castello, venerdì 23 settembre ore 21

22.9.2022 – Su iniziativa della Pro Loco verrà rievocata la storia dell’azienda che arrivò a superare quota 300 dipendenti. Raccolte le voci dei protagonisti, tra i quali l’imprenditore Miranese del tabarro
Negli anni d’oro della produzione, il lanificio Eger di Noale superò anche quota 300 dipendenti. Gran parte delle famiglie noalesi, tra gli anni Cinquanta e Ottanta, hanno avuto un componente o un conoscente impiegato nella storica azienda che sorgeva in via Bregolini, di fronte alla rocca. Dalla scuola di Francesco e Giulio Eger, i due fratelli che con la mamma Lina sono stati i protagonisti delle sorti del lanificio, sono usciti imprenditori e artigiani ancora attivi nel settore del tessile. Il più illustre di essi è sicuramente Sandro Zara, l’uomo che ha importato tra i primi in Italia il jeans e che ha rilanciato sul mercato il tabarro, indumento della tradizione popolare (il suo Tabarrificio veneto ha realizzato un modello di tabarro utilizzato dai volontari durante la Pirola Parola).

Per ricordare l’epopea di un’azienda leader nella produzione di filati e raccontare una straordinaria carriera, riconosciuta nel 2009 dal presidente Napolitano tra le eccellenze italiane del tessile, la Pro loco di Noale, nell’ambito della rassegna “Sotto le stelle… a parlare di Veneto”, ha invitato Zara ad un incontro pubblico che si svolgerà in piazza Castello, venerdì 23 settembre (ore 21, prenotazioni info@proloconoale.it).

“Eger, nel 1961, l’anno in cui arrivai io – anticipa Zara – era per Noale quello che la Fiat è stata per Torino. Per me fu una scuola: tra i magazzini e i telai ho scoperto il fascino delle materie prime utilizzate e ho sviluppato la passione per il tessile, in particolare per la lana”. Oltre a Zara, durante la serata, saranno proiettate alcune testimonianze di noalesi che hanno avuto un ruolo all’interno del lanificio. “Ho trascorso 37 anni da Eger, un’azienda madre per Noale, perchè dava da vivere a centinaia di famiglie” – ricorda Adriano Ghedin. E ricorda: “era una vera potenza per le vendite, non solo lana, ma anche all’ingrosso e al dettaglio”. Gli fa eco Ivano Boschin: “a bordo della 600 multipla aziendale, partendo da due clienti assegnati, nei 15 anni di impiego presso Eger, ho girato il Veneto vendendo confezioni, merceria, e anche intimo. Ricordo ancora la rivoluzione avvenuta a metà degli anni Settanta quando arrivarono sul mercato i pannolini usa e getta che sostituirono i precedenti panni di cotone lavabili, ne vendevamo a tonnellate”.

Lane, tessuti, confezioni, figure di donne e uomini, aneddoti di trent’anni di storia noalese, che Sandro Zara, insieme ad alcuni noalesi, ricorderanno, alternandosi ad alcuni brani musicali di tango (altra passione dell’imprenditore ultraottantenne) eseguiti da Francesca Gerbasi, mezzosoprano, Davide Vendramin, bandonenòn e Ciriaco Colella, pianoforte.

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