« Torna indietro

Non di solo sport si vive: quali sono le professioni “parallele” a quelle atletiche che pagano bene

Pubblicato il 24 Febbraio 2025

Quando si parla di sport si pensano sempre ai guadagni che hanno gli atleti: gli stipendio milionari dei calciatori, i milioni in premi vinti dai vari tennisti e così via; quando ci si allontana da questo seminato solitamente si pensa a figure come allenatori e preparatori tecnici e così via. In realtà ci sono una montagna di professionisti sportive che si possono considerare e che sono altrettanto indispensabili.

Parliamo di lavori più “dietro le quinte” ma che sono fondamentali per il corretto svolgimento dellle competizioni, specie in sport come Calcio e Tennis. Parliamo di figure legate al mondo dell’arbitraggio ma anche di figure che invece sono collegate direttamente ai materiali utilizzati dagli sportivi per giocare.

Non di soli giocatori, quindi, vivono le quote calcio ma anche del comportamento di tutto un sottobosco di figure professionali. Oggi andiamo a vedere più da vicino chi sono queste figure e quanto guadagnano!

Tanti tipi di arbitri

La figura dell’arbitro è in generale poco apprezzata ma è fondamentale per la riuscita di una buona partita; le decisioni cruciali vengono prese in tempo reale da un arbitro che deve garantire il rispetto delle regole! In Serie A un Arbitro percepisce un compenso di circa 3800 euro lordi per partita a cui poi si deve aggiungere una quota fissa che varia in base all’esperienza e al numero di partite dirette; questa quota ondeggia tra i 45.000 e gli 80.000 euro l’anno!

La figura dell’arbitro non agisce da sola, bensì è sostenuta dagli assistenti arbitrali e dal team che lavora con il VAR. i primi sono noti anche come guardalinee e supportano l’arbitro principale nel monitorare tutta una serie di specifiche situazioni di gioco; il loro compenso per partita si aggira intorno ai 1000 euro a cui poi si aggiunge la quota fissa che dipende dal quantitativo di esperienza posseduta.

Il team che lavora con il VAR invece è costituito da arbitri e assistenti; entrambi monitorano azioni di gioco attraverso i video. I primi percepiscono circa 1500 euro per partita mentre gli assistenti al var circa 700 euro per incontro.

L’ultima figura che manca da citare è cosidetto “quarto ufficiale”, ovvero un assistente arbitrale che si occupa di gestire le sostituzioni, controllare le panchine e segnalare il tempo di recupero. Tra i tanti ruoli questo è il meno remunerato con in media 500 euro per partita, sempre tenendo a mente la presenza in serie A.

Un ruolo sottovalutato ma fondamentale

Oltre all’entourage tecnico che circonda il tennista, il ruolo “secondario” che forse è più importante in assoluto per il mondo del tennis e che più di tanti altri può inficiare indirettamente sui valori delle quote tennis è quello dell’incordatore. Questa figura è il professionista responsabile della manutenzione e dell’incordatura delle racchetta: un aspetto a dir poco cruciale per le performance dell’atleta.

La figura dell’incordatore è particolare in quanto è collegata ai negozi specializzati o un libero professionista ingaggiato dal team dietro il singolo sportivo; i guadagni non sono elevatissimi come quelli degli arbitri calcistici ma possono raggiungere cifre considerevoli se si tengono in considerazione le massime leghe a cui un tennista può arrivare.

Un professionista che incorda in contesti locali possono guadagnare tra i 10 e i 20 euro per racchetta; facendosi un nome e collaborando con i tennisti professionisti i guadagni aumentano, arrivando anche a diverse migliaia di euro per torneo seguito (un professionista, ad esempio, può incordare tutte le racchette di un torneo ATP).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *