Pubblicato il 7 Giugno 2025
Pesante KO all’esordio per gli Azzurri nelle qualificazioni mondiali
La Nazionale italiana è stata sconfitta 3-0 dalla Norvegia nel primo match delle qualificazioni ai Mondiali 2026. Una debacle che ha scatenato immediate reazioni nel mondo dello sport e sui social network, con critiche feroci rivolte al commissario tecnico Luciano Spalletti.
Abodi: “È stata una lezione, ma nulla è perduto”
Tra i commenti più significativi spicca quello del ministro dello Sport Andrea Abodi, (nella foto) che non ha usato mezzi termini: “Abbiamo cinque mesi per dimostrare di aver imparato qualcosa da questa lezione”, ha dichiarato a Sky Tg24.
“Ieri i norvegesi ci hanno dato una vera lezione. È sembrato di tornare improvvisamente al clima negativo degli Europei dello scorso anno. Nulla è perduto, ma ora servono reazioni forti”.
Abodi ha sottolineato l’urgenza di un cambio di passo, invitando i tifosi e l’intero movimento calcistico a una risposta emotiva e concreta.
“È il momento delle emozioni forti e delle reazioni forti. Io per primo, da tifoso, mi aspetto una svolta”.
Spalletti sotto accusa: i tifosi chiedono le dimissioni
Mentre il ministro Abodi invoca reazioni, sui social si scatena la protesta con l’hashtag #Spallettiout.
Molti tifosi indicano nel CT il principale colpevole di una squadra apparsa demotivata, fragile e priva di identità.
Spalletti, da parte sua, ha ammesso le responsabilità, affermando che “le difficoltà vanno affrontate, non ignorate”. Ha anche annunciato un confronto con il presidente federale Gabriele Gravina, altro personaggio finito nel mirino.
Gravina nel mirino dopo la disfatta
Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è apparso visibilmente preoccupato nel post-partita, ma non ha rilasciato dichiarazioni.
Con l’ombra di un secondo Mondiale consecutivo potenzialmente mancato sotto la sua guida (sarebbe il terzo complessivo), Gravina è ora considerato uno dei principali responsabili della crisi azzurra.
Prossimi mesi decisivi per il futuro della Nazionale
Con ancora diverse partite da disputare, l’Italia ha il tempo per rialzarsi. Ma serviranno cambiamenti concreti, scelte coraggiose e una netta inversione di tendenza. Il tempo stringe, e la fiducia dei tifosi è già in bilico.

