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Nuova frontiera per i gourmet: dal Giappone arriva il primo filetto di manzo sintetico 3D

Nuova frontiera per i gourmet: dal Giappone arriva il primo filetto di manzo sintetico 3D

Pubblicato il 4 Settembre, 2021

Manzo sintetico 3D: non è un parto della migliore fantascienza. Nel futuro, secondo gli scrittori, si abolisce la fame nel mondo grazie a un replicatore, che sforna cibo vero a partire da una scheda. Un’équipe di ricercatori dell’Università di Osaka, in Giappone, ha lavorato sulla stampa 3D per ottenere un simile risultato. Pubblica la ricerca (24 agosto) Nature Communications.

Parliamo di semplice carne Wagyu, proveniente da vacche di razza giapponese (comunque una delle più pregiate al mondo), e non del famoso manzo di Kobe (nella foto), che costa almeno 300 euro al chilogrammo. La carne presenta un’accentuata marezzatura, nel muscolo. Appare chiaro che è stato molto difficile produrla in laboratorio.

Sono stati utilizzati tre diversi tipi di cellule staminali (isolate dal tessuto muscolare, dal tessuto adiposo e dai vasi sanguigni). Queste ultime sono state poste le une accanto alle altre, per imitare la natura. La stampante 3D ha compiuto il miracolo, “sfornando” un micro filetto di appena 1,5 centimetri, pronto da cuocere. Ma… attenzione: non siamo ancora arrivati a una produzione su larga scala, diretta ai consumatori. Le autorità regolatorie devono dare il via libera a questa avveniristica leccornia.

Michiya Matsusaki, uno degli scienziati che hanno preso parte allo studio, ha dichiarato: migliorando una simile tecnologia “sarà possibile non solo riprodurre complesse strutture di carne, ma anche apportare sottili modifiche ai componenti grassi e muscolari“. Ciascuno, secondo il proprio gusto e le proprie esigenze, potrà creare tagli personalizzati. Con buona pace degli animali: la francese Nathalie Rolland, pioniera del medesimo settore, punta a ricavare da una sola mucca “donatrice” di cellule staminali fino a 175 milioni di hamburger.