Pubblicato il 18 Febbraio 2026
Un nuovo organo riaccende le speranze
Si riapre uno spiraglio per il bambino di due anni ricoverato in condizioni gravissime all’Ospedale Monaldi di Napoli, dopo il trapianto di un cuore definito “bruciato”. Nella serata del 17 febbraio è emersa la notizia della disponibilità di un nuovo organo, ma solo nelle prossime ore si saprà se sarà possibile procedere con un secondo intervento.
La madre del piccolo, Patrizia, avrebbe dovuto partecipare alla trasmissione Cartabianca, in onda su Rete 4, ma è stata richiamata con urgenza in ospedale. A spiegare l’assenza è stato l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi. Poco dopo, anche l’ospedale ha confermato la novità.
La decisione definitiva, però, non è ancora stata presa.
Compatibilità del cuore e criteri di assegnazione
Il cuore disponibile proviene da un donatore di tre anni. Nonostante il gruppo sanguigno non coincida perfettamente (gruppo 0 il donatore, gruppo B il ricevente), l’organo risulterebbe comunque compatibile.
Proprio per questa differenza, pur essendo il bambino inizialmente in cima alla lista trapianti, vengono presi in considerazione anche altri pazienti con lo stesso gruppo sanguigno del donatore.
Le procedure prevedono che, quando si rende disponibile un organo, il sistema coordinato dal Centro Nazionale Trapianti informi i centri con pazienti compatibili. Si apre quindi una consultazione tra specialisti, durante la quale si valutano diversi parametri clinici per stabilire chi abbia maggiori probabilità di successo con il trapianto.
Da questa analisi nasce una nuova lista di priorità, nella quale è stato inserito anche il piccolo ricoverato al Monaldi.
Le valutazioni decisive dei medici
Si è ora entrati nella fase più delicata: quella delle verifiche mediche. Nel caso del bambino, i medici dovranno esprimersi su due aspetti fondamentali:
- La compatibilità effettiva del nuovo cuore
- La capacità del piccolo di sopportare un secondo intervento chirurgico
Già nella giornata del 18 febbraio era prevista una valutazione da parte di specialisti provenienti da diversi ospedali. Ora il loro parere assume un peso ancora maggiore, perché determinerà la possibilità concreta di procedere.
In una nota ufficiale, l’ospedale ha precisato che ogni decisione sull’assegnazione dell’organo sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti, chiamato a esprimersi sulla trapiantabilità del paziente ricoverato in Terapia Intensiva. È stato inoltre chiarito che l’attesa non comprometterà la conservazione del cuore del donatore.
Il nodo del centro trapianti
Resta però un ulteriore interrogativo: chi eseguirebbe l’intervento se il cuore fosse destinato a Napoli?
Dopo l’errore avvenuto a dicembre, infatti, l’attività del centro trapianti è stata sospesa. Eventuali decisioni operative dovranno essere prese in tempi brevissimi.
La telefonata della premier
Nelle scorse ore la madre del bambino ha ricevuto una chiamata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso solidarietà e vicinanza alla famiglia, assicurando che si sta facendo tutto il possibile e che sarà fatta piena chiarezza sulla vicenda.
Le indagini sull’errore
Sul fronte giudiziario proseguono gli accertamenti. L’attenzione degli investigatori si è concentrata sul contenitore utilizzato per il trasporto del primo organo, che sarebbe stato un modello datato, privo dei più moderni sistemi di controllo della temperatura, nonostante la struttura disponga di dispositivi più avanzati.
Secondo quanto emerso, la scelta sarebbe stata legata a una mancanza di adeguata formazione del personale addetto al trasporto.
Nelle ultime ore è stato ascoltato dal pubblico ministero, come persona informata sui fatti, il cardiologo che seguiva il bambino e che si è dimesso sei giorni dopo l’intervento dall’incarico di responsabile del follow-up post operatorio.
L’intera vicenda resta dunque in bilico: la speranza è riaccesa, ma la decisione finale dipenderà dalle valutazioni cliniche e dalle scelte delle prossime ore.

