Pubblicato il 31 Marzo 2026
Dal 31 marzo 2026 scatta l’obbligo
È arrivato il momento decisivo per migliaia di aziende italiane. Dal 31 marzo 2026 diventa obbligatoria la sottoscrizione di una polizza contro i rischi catastrofali per micro e piccole imprese attive nel turismo, nella ristorazione, nella pesca e nell’acquacoltura.
Per tutte le altre realtà imprenditoriali, invece, l’obbligo era già entrato in vigore nei mesi precedenti.
La copertura assicurativa riguarda i danni causati da terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Chi non si adegua non riceverà una sanzione immediata, ma subirà conseguenze rilevanti: niente accesso a contributi pubblici, incentivi, agevolazioni o aiuti straordinari in caso di calamità.
Chi è coinvolto dalla scadenza
La scadenza interessa in particolare diverse attività, tra cui:
- bar, ristoranti, locali notturni e stabilimenti balneari
- alberghi, campeggi, ostelli, agriturismi e rifugi
- imprese della pesca e dell’acquacoltura
Il rinvio riguarda esclusivamente micro e piccole imprese:
- microimprese: meno di 10 dipendenti e fatturato o bilancio entro 2 milioni di euro
- piccole imprese: meno di 50 addetti e ricavi fino a 10 milioni
Le aziende di dimensioni maggiori avevano già l’obbligo: le medie entro ottobre 2025 e le grandi già da aprile 2025.
Cosa copre la polizza
La polizza catastrofale tutela i beni materiali dell’impresa contro danni diretti causati da eventi naturali. In particolare copre:
- terreni
- fabbricati
- impianti e macchinari
- attrezzature industriali e commerciali
La copertura vale anche per beni non di proprietà, ma utilizzati dall’azienda (affitto, leasing, usufrutto), salvo che siano già assicurati dal proprietario.
Nel dettaglio:
- per gli edifici: copertura dei costi di ricostruzione
- per macchinari e impianti: rimborso del valore di sostituzione
- per i terreni: spese di bonifica, sgombero e ripristino
Eventi inclusi ed esclusioni
L’obbligo riguarda solo alcune calamità specifiche:
- terremoti
- alluvioni
- inondazioni ed esondazioni
- frane
Restano invece esclusi eventi come:
- grandine, trombe d’aria, bombe d’acqua
- mareggiate, valanghe e slavine
Per questi rischi è necessario attivare garanzie aggiuntive opzionali.
Attenzione anche ai limiti:
- la frana è coperta solo se improvvisa e non prevedibile
- esclusi fenomeni graduali o già noti
- esclusi danni da errori progettuali o lavori effettuati negli ultimi 10 anni
- per i terremoti, il risarcimento vale solo se l’immobile si trova in un’area ufficialmente riconosciuta come colpita
Quanto costa assicurarsi
Le simulazioni indicano che i costi sono relativamente contenuti rispetto ai potenziali danni.
Esempio ristorante:
- da 272 euro l’anno a Milano
- 628 euro a Palermo
- 776 euro a Roma
Esempio hotel:
- 556 euro annui a Milano
- 835 euro a Roma
- 2.111 euro a Palermo
Le differenze dipendono soprattutto da:
- rischio sismico e idrogeologico del territorio
- caratteristiche dell’edificio
- valore dei beni assicurati
- politiche delle compagnie assicurative
Franchigie e massimali: cosa verificare
Prima di firmare è fondamentale leggere attentamente le condizioni contrattuali.
La normativa stabilisce che:
- franchigia o scoperto non possono superare il 15% del danno (per coperture fino a 30 milioni)
Per i massimali:
- fino a 1 milione: copertura totale
- tra 1 e 30 milioni: almeno il 70% della somma assicurata
- oltre 30 milioni: condizioni negoziabili liberamente
È essenziale controllare anche le esclusioni, perché una polizza economica potrebbe non coprire eventi frequenti come grandine o bombe d’acqua.
Cosa rischia chi non si adegua
Non sono previste multe immediate, ma le conseguenze possono essere molto pesanti.
Le imprese non assicurate perdono:
- accesso a contributi pubblici e incentivi
- fondi per innovazione e transizione ecologica
- sostegni per l’occupazione
- aiuti straordinari in caso di calamità
In pratica, senza polizza, un’azienda colpita da un evento naturale dovrà affrontare da sola tutti i costi dei danni, senza supporto pubblico.
Inoltre, nel 2026 la copertura assicurativa sta diventando sempre più importante anche per ottenere credito: banche e finanziarie la considerano un requisito rilevante.
Il principio della mutualità
Il sistema si basa su un principio chiave: la mutualità.
Funziona in modo simile all’assicurazione Rc auto:
- più imprese aderiscono, più i costi medi si riducono
- i premi versati da chi non subisce danni servono a coprire le perdite di chi è colpito
Questo meccanismo consente di distribuire il rischio e mantenere le polizze sostenibili anche nelle aree più esposte.
Per garantire trasparenza, Ivass pubblicherà a breve i dati sui prezzi medi, suddivisi per territorio, valore dei beni e livello di rischio.

