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Obbligo di targa per i monopattini elettrici: da domani, 17 maggio, multe fino a 400 euro

Pubblicato il 16 Maggio 2026

Da domani, 17 maggio 2026, entra ufficialmente in vigore l’obbligo di targa per tutti i monopattini elettrici in circolazione in Italia. I proprietari che non avranno ancora installato il contrassegno identificativo rischiano sanzioni amministrative comprese tra 100 e 400 euro.

La nuova misura, introdotta dal Ministero dei Trasporti, punta a rafforzare la sicurezza stradale e a garantire un maggiore controllo sulla circolazione dei mezzi elettrici nelle città.

Assicurazione obbligatoria da luglio

Oltre alla targa, dal 16 luglio 2026 scatterà anche l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici. Tuttavia, diverse associazioni dei consumatori hanno evidenziato alcune criticità legate all’entrata in vigore delle nuove regole.

Secondo Assoutenti, infatti, molti utenti stanno riscontrando ritardi nella consegna dei contrassegni da parte delle Motorizzazioni provinciali. Questo comporterà una situazione particolare: per circa due mesi i monopattini potranno essere regolarmente targati ma ancora privi di copertura assicurativa.

Le criticità segnalate dalle associazioni

Tra i problemi evidenziati c’è anche quello relativo al contrassegno adesivo. La targa è progettata con microtagli anti-manomissione che la rendono inutilizzabile in caso di rimozione.

Ciò significa che, se applicata in modo errato, la targa potrebbe danneggiarsi nel tentativo di riposizionarla, costringendo il proprietario a richiedere un nuovo contrassegno e ad affrontare ulteriori spese.

Assoutenti denuncia inoltre la scarsa applicazione delle norme già in vigore sui monopattini elettrici.

Casco obbligatorio e regole spesso ignorate

Dal 14 dicembre 2024 è obbligatorio l’utilizzo del casco per tutti i conducenti, indipendentemente dall’età. Nonostante ciò, secondo le associazioni dei consumatori, la norma viene frequentemente ignorata nelle città italiane.

Le sanzioni per chi non utilizza il casco possono arrivare fino a 250 euro.

Tra le altre violazioni più diffuse vengono segnalati:

  • circolazione contromano;
  • trasporto di passeggeri sul monopattino;
  • utilizzo del mezzo da parte di minori sotto i 14 anni.

Secondo Assoutenti, la carenza di controlli starebbe trasformando il settore in un vero e proprio “far west”, dove le regole vengono spesso disattese.

Nessuna proroga prevista per le targhe

Gli studi di consulenza affiliati a Confarca hanno chiarito che, almeno per il momento, non sono previste proroghe per l’obbligo di targa.

Tutti i proprietari di monopattini elettrici devono quindi regolarizzare la propria posizione il prima possibile per evitare multe e contestazioni.

Per ottenere il contrassegno è necessario presentare:

  • documento di identità;
  • codice fiscale del proprietario.

La procedura richiede mediamente circa 20 giorni.

Salvini: “Più sicurezza sulle strade”

Il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha ribadito sui social l’importanza della nuova normativa, definendola una misura di buon senso pensata per aumentare la sicurezza di utenti, pedoni e automobilisti.

Il Ministero dei Trasporti ha comunicato che sono già stati rilasciati oltre 50 mila contrassegni in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo.

La richiesta della targa può essere effettuata esclusivamente online. Dopo la verifica della documentazione, gli utenti ricevono una comunicazione via e-mail con la possibilità di prenotare il ritiro presso l’Ufficio della Motorizzazione Civile selezionato.

Codacons chiede una proroga

Il Codacons ha chiesto al governo di rinviare l’obbligo di targa a causa dei ritardi registrati nella gestione delle pratiche.

Secondo l’associazione, migliaia di richieste risultano ancora in sospeso nonostante siano state presentate entro i termini previsti. Questo potrebbe esporre cittadini e aziende di sharing al rischio di sanzioni pur avendo avviato correttamente la procedura.

Anche le società di monopattini in sharing denunciano forti ritardi: circa 15 mila richieste di contrassegno non sarebbero ancora state completate.

Il timore principale riguarda una possibile ondata di ricorsi contro le multe elevate a chi, pur avendo fatto richiesta della targa, non l’abbia ancora materialmente ricevuta. Fonte: Ansa

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