Pubblicato il 4 Marzo 2024
Il liceo Parini di Milano è stato occupato e questa mattina ci sono stati attimi di grande tensione tra gli occupanti e alcuni professori. Circa 400 studenti hanno infatti impedito l’ingresso ai ragazzi che volevano entrare per seguire le lezioni e agli stessi professori. Uno dei prof ha perso la pazienza e, agitando l’ombrello verso gli studenti, ha cercato di sfondare il portone.
“È stata dura, ma siamo riusciti a occupare, abbiamo chiuso le porte e i professori sono rimasti fuori. Con la Digos abbiamo già trattato. Ci stiamo dividendo in gruppi per avviare le assemblee e abbiamo un servizio d’ordine” – hanno spiegato dall’organizzazione dell’assemblea.
L’occupazione
L’occupazione porta la firma del collettivo Rebelde, che vede la partecipazione di 400 studenti degli oltre 1.200 complessivi. Gli organizzatori dell’occupazione si sono dati appuntamento fuori all’istituto milanese e, all’ora dell’ingresso scolastico, hanno creato un cordone per impedire l’accesso a docenti, al personale scolastico e agli altri studenti che sarebbero voluti entrare.
C’è stato un clima di forte tensione e c’è grande amarezza e frustrazione soprattutto tra i maturandi, che tra circa 3 mesi devono affrontare l’esame di maturità. Loro sono i più penalizzati, dal momento che da oggi iniziano le prove Invalsi.
L’amarezza del vicepreside: “Non sanno neanche perché protestano”
La vicenda ha molto amareggiato il vicepreside della scuola che, come riporta Il Giornale, ha dichiarato: “Non abbiamo poi ben capito per cosa protestino. È vago. Il preside è a scuola e sta capendo cosa fare. Parliamo con la Digos. I ragazzi dicono che vogliono rimanere fino all’8? Vedremo. Noi con i ragazzi abbiamo sempre parlato, dialogato. C’è stata collaborazione. Non siamo loro nemici. Siamo solo molto amareggiati”.
In effetti non sono ben chiare le motivazioni che hanno spinto ad un gesto così estremo come l’occupazione di una scuola. Nelle chat di una settimana fa si discuteva di occupare in nome della Palestina, dove la situazione è ancora più incandescente dopo che le truppe israeliane hanno trucidato un centinaio di civili palestinesi ammassati intorno ai camion che distribuivano aiuti umanitari.
Poi ci sono state le manganellate a Pisa dei poliziotti a danno degli studenti manifestanti, altro appiglio per occupare la scuola. L’idea dell’occupazione si sarebbe rafforzata proprio dopo questo episodio, che avrebbe giustificato la loro iniziativa secondo il loro pensiero.

