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Crolla l’occupazione delle donne: al Sud percentuale “Incredibilmente bassa”

Pubblicato il 5 Febbraio, 2022

Sono allarmanti anche i dati che riguardano l’occupazione femminile in Italia. Quella che, per la prima volta dal 2013, crolla. Secondo il Bilancio di genere 2020, nell’anno dello scoppio della pandemia è scesa al 49%, un calo sentito di più, manco a dirlo, tra le giovani, al Sud e nelle Isole. Nell’Unione Europea le donne occupate sono il 62,7%. Penalizzate, altro dato che, purtroppo, non sorprende, sono soprattutto le donne con figli: sono impiegate il 25% in meno delle coetanee senza figli. E a proposito del Sud, il Centro studi di Confcommercio rivela che la situazione è ancora più fosca.

In un rapporto sul Sud e il Pnrr sui dati al 2019 si sottolinea che, addirittura, in Calabria il tasso di occupazione delle donne è sceso dal 31% del 2007 al 30,3%.

Il tasso di occupazione delle donne nella fascia 15-64 anni al Sud “è precipitato al 33%” contro un tasso di occupazione del 59,2% al Centro-Nord e del 63% nell’Ue-27, ossia 30 punti indietro al resto dell’Italia e dell’Europa.

La partecipazione delle donne al mercato del lavoro nel Mezzogiorno è “Assurdamente bassa – ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli – La crisi dovuta al Covid ha indebolito ulteriormente il Mezzogiorno in termini di occupazione, capitale produttivo e reddito. Con il Pnrr è possibile recuperare il terreno perduto attraverso quasi il doppio degli investimenti pubblici che, se indirizzati presto e bene, attireranno anche ingenti risorse private rafforzando la filiera turistica”.

La Confederazione rivede poi al ribasso le proprie stime sul Pil per quest’anno: dal 4% stimato a dicembre al 3,5-3,7%. Il Governo al momento prevede per quest’anno una crescita del 4,7%.

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