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Ombrelloni lasciati in spiaggia durante la notte: in Germania scoppia il caso dei “furbetti” italiani

Pubblicato il 10 Agosto 2026

La corsa al posto migliore in riva al mare

Quando il sole deve ancora sorgere, alcune spiagge italiane sono già disseminate di ombrelloni, sdraio, lettini e teli lasciati durante la notte. L’obiettivo è semplice: assicurarsi in anticipo il posto più vicino al mare e ritrovarlo libero al mattino.

Una consuetudine che ha attirato l’attenzione anche oltre i confini nazionali. Il tabloid tedesco Bild ha dedicato un approfondimento al fenomeno, presentandolo come una delle particolarità delle vacanze in Italia e utilizzando l’espressione ormai diffusa di “furbetti dell’ombrellone”.

Il costo degli stabilimenti e la ricerca della spiaggia libera

Secondo la ricostruzione del quotidiano tedesco, tra le ragioni che spingerebbero alcuni bagnanti a lasciare le proprie attrezzature sulla spiaggia ci sarebbe anche il costo dei servizi negli stabilimenti balneari.

In alcune delle località turistiche più conosciute, infatti, una postazione in prima fila può avere prezzi particolarmente elevati. Ad Alassio, in Liguria, una sistemazione con ombrellone e due lettini in prima fila può arrivare mediamente a circa 340 euro a settimana. A Lignano Sabbiadoro, invece, il costo indicato è di circa 164 euro per sette giorni.

Durante l’alta stagione, soprattutto nelle destinazioni più richieste, le tariffe possono aumentare ulteriormente. Da qui, secondo l’analisi riportata da Bild, il maggiore interesse verso le spiagge libere, dove alcuni cercano di conquistare il posto migliore lasciando in anticipo le proprie attrezzature.

Ombrelloni e lettini lasciati di notte: cosa si rischia

La pratica, però, può avere conseguenze. Nei tratti di litorale a libero accesso, le autorità stanno intervenendo contro chi utilizza la spiaggia come una sorta di area di prenotazione personale.

La Guardia Costiera considera infatti illegittimo occupare preventivamente porzioni di spiaggia pubblica attraverso ombrelloni, lettini o altre attrezzature, soprattutto quando questi oggetti vengono lasciati senza la presenza dei proprietari.

I controlli hanno già portato a numerosi sequestri. Tra gli episodi citati dal quotidiano tedesco figura quello di Marina di Peschici, nel Foggiano, dove sono stati recuperati circa 180 ombrelloni, decine di lettini, oltre 200 picchetti e persino una tenda da campeggio.

Multe fino a 200 euro e possibili conseguenze

Chi viene sorpreso a occupare abusivamente il tratto di spiaggia può andare incontro a sanzioni che arrivano fino a 200 euro.

In caso di recidiva, inoltre, la situazione può diventare ancora più seria, con il rischio di una denuncia per occupazione abusiva di suolo pubblico.

Il fenomeno, quindi, non viene considerato soltanto una questione di buona educazione tra bagnanti, ma può assumere anche rilievo sul piano amministrativo e legale.

“È diventata un’abitudine”

Danilo Ruggiero, esponente dell’organizzazione Mare Libero impegnata nella difesa del libero accesso alle spiagge, ha individuato più di una motivazione alla base del fenomeno.

Da una parte ci sarebbe la volontà di evitare di trasportare ogni giorno ombrelloni, sedie e altre attrezzature sotto il sole, dall’altra una vera e propria competizione per conquistare la posizione considerata migliore.

Il risultato è una consuetudine che, negli anni, si è trasformata in una vera abitudine per alcuni frequentatori delle spiagge, alimentando però discussioni e interventi delle autorità per tutelare il libero utilizzo degli arenili.

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