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Omicidio a Bari: ucciso per un debito di 30 euro

Pubblicato il 2 Maggio 2026

Il ritrovamento del corpo

Un caso di cronaca sconvolgente arriva dalla periferia di Bari, dove Michelangelo Scamarcia, 67 anni, è stato trovato morto all’interno del suo negozio. Il corpo, nascosto e avvolto in sacchi di plastica, è stato rinvenuto in avanzato stato di decomposizione dopo giorni dalla scomparsa.

La scomparsa e le ricerche

Dell’uomo non si avevano notizie dal 31 marzo, tanto che il fratello aveva presentato denuncia di scomparsa il 2 aprile. Solo nelle ultime ore è avvenuto il tragico ritrovamento, che ha fatto luce sulla vicenda.

Il movente: un debito minimo

Secondo le prime ricostruzioni, all’origine dell’omicidio ci sarebbe un debito di appena 30 euro, sfociato in una lite violenta. Per il delitto è stato fermato un commerciante 42enne di origine cinese, ritenuto il principale sospettato.

La dinamica dell’omicidio

Gli investigatori ipotizzano che l’uomo sia stato soffocato con una busta di plastica al culmine della discussione, per poi essere nascosto nel retro dell’attività commerciale dell’indagato.

Il contesto della lite

La vicenda sarebbe legata a una transazione economica: i due si erano accordati affinché la vittima utilizzasse la carta del reddito di inclusione per effettuare un pagamento da 600 euro tramite POS. In cambio, il commerciante avrebbe dovuto restituire la maggior parte della somma in contanti, trattenendo una quota per l’operazione. Tuttavia, sarebbero stati consegnati solo 500 euro invece dei 530 pattuiti, facendo nascere il contrasto culminato nell’omicidio.

La confessione

Durante l’interrogatorio, alla presenza del legale, il 42enne avrebbe ammesso le proprie responsabilità, dichiarando di aver causato la morte del 67enne. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda.

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