Pubblicato il 5 Marzo 2026
Un’aggressione brutale nell’attico dell’imprenditore
Mario Ruoso, 87 anni, storico fondatore e patron di TelePordenone, è stato ucciso con estrema violenza nella sua abitazione a Pordenone. Il corpo dell’imprenditore è stato trovato nel pomeriggio all’interno del suo attico situato al settimo piano di un palazzo, proprio di fronte alla concessionaria d’auto di sua proprietà.
Secondo le prime ricostruzioni, l’anziano sarebbe stato colpito più volte alla testa con un oggetto contundente, in un’aggressione particolarmente violenta che non gli ha lasciato scampo.
Il sopralluogo degli investigatori
Le operazioni investigative sono iniziate intorno alle 16.30, quando sul posto sono arrivati il medico legale Antonello Cirnelli e gli specialisti della polizia scientifica, intervenuti anche dalla sede di Padova.
L’ispezione cadaverica è durata oltre tre ore e ha permesso di stabilire che il decesso sarebbe avvenuto alcune ore prima del ritrovamento. A fornire i primi dettagli è stato il procuratore Pietro Montrone, che coordina le indagini.
L’omicidio nelle prime ore del mattino
Gli investigatori ritengono che il delitto sia stato compiuto tra le 7 e le 8 del mattino, in un intervallo di tempo relativamente breve. Un particolare ritenuto rilevante è che Ruoso era già completamente vestito e pronto a uscire, probabilmente per iniziare la giornata di lavoro.
Nonostante l’età avanzata, l’imprenditore si recava quasi ogni giorno nella concessionaria di auto di sua proprietà, situata proprio di fronte alla sua abitazione.
La dinamica dell’aggressione
Dalle prime analisi sulle ferite e dagli accertamenti tecnici emergerebbe un attacco improvviso e particolarmente feroce. L’uomo sarebbe stato inizialmente colpito con un oggetto contundente privo di scanalature, probabilmente una spranga o uno strumento simile, che lo avrebbe stordito.
Durante la caduta la vittima avrebbe battuto la testa contro lo spigolo di un mobile, ma l’aggressione non si sarebbe fermata. L’assassino avrebbe continuato a colpirlo ripetutamente alla testa fino a causarne la morte.
Una scena definita dagli investigatori “una mattanza”
Dagli ambienti investigativi filtra una descrizione particolarmente cruda della scena del crimine: gli operatori sanitari intervenuti per i soccorsi si sarebbero trovati davanti a quella che è stata definita una vera e propria “mattanza”.
Nonostante le ricerche nell’appartamento e nelle aree circostanti, l’arma del delitto non è stata ancora trovata. Il fatto che l’omicidio sia avvenuto nelle prime ore del mattino potrebbe aver facilitato la fuga dell’aggressore, approfittando di un momento con poco movimento nella zona.
Indagini in corso e nessuna pista esclusa
Al momento non risultano testimoni diretti dell’omicidio. Gli investigatori, coordinati dal procuratore Montrone e dal sostituto Federica Urban, stanno analizzando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area per individuare eventuali movimenti sospetti.
Sono state raccolte anche le testimonianze dei vicini di casa e delle persone che lavoravano con l’imprenditore, ma per ora non sono emersi elementi decisivi.
A scoprire il corpo è stato il nipote della vittima, entrato nell’appartamento dopo aver tentato invano più volte di contattarlo al telefono.
Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’inchiesta e sottolineano che nessuna ipotesi sul movente viene al momento esclusa, mentre le indagini proseguono per identificare il responsabile di un delitto che ha profondamente colpito la comunità di Pordenone.

