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Omicidio di Copertino, l’arrestato resta in silenzio davanti al Gip

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato della svolta sull’omicidio di Copertino. Il 3 maggio scorso fu assassinato Silvano Nestola, ex maresciallo dei Carabinieri in pensione che fu freddato da alcuni colpi di pistola mentre rientrava da una cena a casa di sua sorella in compagnia del figlio. Dopo quasi sei mesi di indagini, prove, testimonianze e indizi, ecco la svolta con l’arresto di Michele Aportone, 70enne, padre della compagna della povera vittima. Nestola, infatti, aveva cominciato, durante l’estate del 2020, una relazione con una donna separata, dopo essersi a sua volta separato dalla moglie. Ed è proprio la sua vita privata la chiave ed il movente del suo assassinio e dell’omicidio di Copertino. I genitori della sua compagna, infatti, lo reputavano come il principale colpevole della fine della relazione della propria figlia. Michele Aportone e Rossella Minieri, padre e madre della compagna di Nestola, hanno osteggiato la relazione tra i due dal primo momento ed hanno cercato in tutti i modi di farla finire. I genitori di lei avevano addirittura attivato un Gps che veniva utilizzato per monitorare gli spostamenti della figlia. Insomma, una vera e propria ossessione, confermata anche dagli inquirenti.

Omicidio di Copertino, l’interrogatorio di oggi

Nei giorni scorsi, come detto, arriva la svolta con l’arresto del padre della compagna di Nestola. Michele Aportone, 70enne, viene ritenuto come l’autore dell’omicidio di Copertino. Oggi, l’arrestato si è avvalso della facoltà di non rispondere, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, che si è svolto in modalità da remoto, davanti al gip Sergio Tosi. Proprio quest’ultimo, tra le altre cose, aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Aportone. In occasione dell’interrogatorio, erano collegati, oltre al giudice, i pubblici ministeri Alberto Santacatterina e Paola Guglielmi e dal carcere, anche il difensore di Aportone, l’avvocato Francesca Conte. Quest’ultima ha già preannunciato che nei prossimi giorni, una volta lette attentamente le carte dell’inchiesta, chiederà l’interrogatorio davanti ai pm. Il 70enne di San Donaci, che oggi ha fatto scena muta davanti al Gip, risponde del reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.

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