Pubblicato il 21 Gennaio 2026
La separazione e l’allarme lanciato dopo la scomparsa
Federica Torzullo stava cercando di ricominciare da capo: la separazione dal marito rappresentava per lei il primo passo verso una nuova vita. Proprio questo cambiamento, secondo gli inquirenti, potrebbe aver avuto un ruolo nella tragedia.
Il marito, Claudio Carlomagno, è attualmente l’unico indagato per l’omicidio e per l’occultamento del cadavere, ma finora ha scelto il silenzio, senza confessare né rispondere alle accuse.
A parlare è invece il nuovo compagno di Federica, che è stato tra i primi a dare l’allarme quando la donna ha smesso di rispondere al telefono. Ha contattato anche la sorella della vittima, preoccupato per un comportamento che non era da lei. Ai carabinieri ha fornito una testimonianza ritenuta utile per ricostruire le ultime ore della giovane madre.
Il racconto del compagno: “Non era da lei non rispondere”
Federica e il marito erano ormai in fase di separazione. Lei aveva iniziato una nuova relazione e non è certo se il coniuge ne fosse a conoscenza. Il nuovo compagno, che lavora nelle Marche, ha spiegato di aver tentato più volte di contattarla:
“Ci sentivamo spesso, anche più volte al giorno. Quando non rispondeva ho capito che c’era qualcosa che non andava”.
L’uomo ha già reso dichiarazioni ai carabinieri, pur non essendo mai stato indagato, e potrebbe essere ascoltato di nuovo per chiarire anche la situazione familiare e coniugale di Federica, comprese eventuali paure o tensioni precedenti alla scomparsa.
“Federica ci è stata strappata in modo atroce. Al processo tutte queste ombre dovranno essere chiarite, per lei e per la sua famiglia”, ha detto.
I risultati dell’autopsia: colpita 23 volte, ha cercato di difendersi
Dall’esame autoptico emergono dettagli drammatici sulle modalità dell’omicidio. Federica è stata raggiunta da 23 coltellate, di cui 19 tra volto e collo. Il colpo mortale avrebbe colpito una zona vitale sul lato sinistro del collo.
Sono state rilevate ferite alle mani, almeno quattro, che indicano che la vittima ha tentato di difendersi. Sul corpo sono presenti anche segni di ustioni, in particolare su volto, braccia e parte superiore del torace, compatibili con un tentativo di bruciare il cadavere.
Inoltre, la gamba sinistra risultava amputata e sul torace sono stati trovati segni di schiacciamento, attribuiti all’uso di una scavatrice per occultare il corpo.
Alla luce di questi elementi, la Procura di Civitavecchia contesta ora al marito anche il reato di femminicidio, oltre all’occultamento di cadavere.
Attesa per l’udienza davanti al gip
Nei prossimi giorni Claudio Carlomagno comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida del fermo. Finora ha scelto di non parlare, ma resta da capire se deciderà di fornire la propria versione dei fatti.
Intanto, le testimonianze raccolte e i risultati dell’autopsia rafforzano il quadro accusatorio e puntano a fare piena luce su una morte avvenuta con estrema violenza.

