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Omicidio Florio, arrestata una terza persona: avrebbe avuto un ruolo nell’uccisione del pensionato

Pubblicato il 18 Giugno 2026

Nuovo sviluppo nelle indagini sul delitto di Giuseppe Florio

Proseguono le indagini sull’omicidio di Giuseppe Florio, il pensionato di 66 anni, incensurato e vedovo, il cui corpo senza vita era stato rinvenuto lo scorso 26 aprile nelle campagne di Castiglione di Sicilia, nel Catanese.

I militari della Compagnia dei Carabinieri di Taormina hanno eseguito un nuovo arresto nell’ambito dell’inchiesta, portando a tre il numero delle persone coinvolte. La vittima era stata trovata da un passante, con il cadavere avvolto in lenzuola e sacchi di plastica e successivamente abbandonato in una zona rurale.

In carcere una donna di 53 anni

La persona arrestata è una 53enne originaria di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, ma residente a Vercelli. Nei suoi confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Messina su richiesta della Procura della Repubblica locale, che coordina le indagini sul caso.

L’ipotesi degli inquirenti: sarebbe stata complice del delitto

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, la donna avrebbe avuto un ruolo nell’omicidio insieme a Giuseppa Carmela Bianchino, 50 anni di Taormina, e Gaetano Urfalino, 39 anni, pregiudicato originario di Palagonia, già arrestati nei giorni immediatamente successivi al delitto.

Gli investigatori ritengono infatti che la 53enne abbia agito come complice nell’uccisione del pensionato, elemento che ha portato all’emissione della misura cautelare.

Le nuove prove raccolte dagli investigatori

Nelle prime fasi dell’indagine, la donna era stata fermata con l’accusa di occultamento di cadavere, ma successivamente era stata rimessa in libertà.

Le indagini successive, coordinate dalla Procura di Messina e supportate dalla Sezione Cyber dei Carabinieri di Catania, hanno però consentito di approfondire il suo presunto coinvolgimento. Determinanti sarebbero state soprattutto le intercettazioni telefoniche e ambientali avviate dopo il delitto, dalle quali, secondo gli inquirenti, sarebbero emersi elementi in grado di attribuirle un ruolo diretto nella pianificazione e nell’esecuzione dell’omicidio.

L’attività investigativa prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda e definire con precisione le responsabilità dei soggetti coinvolti.

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