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Omicidio Lorenzo Spasiano a Napoli, l’appello del parroco all’assassino: “Pentiti e costituisciti”

Pubblicato il 24 Giugno 2026

Don Salvatore Cinque invita l’autore del delitto a consegnarsi alla giustizia

Pentiti e costituisciti”. È questo il messaggio lanciato da don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo nel quartiere Miano di Napoli, rivolto a chi ha ucciso Lorenzo Spasiano, il giovane di 21 anni colpito mortalmente da un proiettile mentre si trovava nei pressi della sua abitazione.

Il sacerdote ha scelto parole dure e dirette, chiedendo all’autore dell’omicidio di assumersi le proprie responsabilità e di compiere un passo indietro prima che il dolore della comunità aumenti ancora.

Le indagini seguono la pista della lite finita nel sangue

Secondo quanto emerso finora dalle indagini, gli investigatori starebbero concentrando l’attenzione sull’ipotesi di una vendetta nata dopo una discussione durante una partita di calcetto, nella quale sarebbe coinvolto anche un minorenne.

Questa pista, al momento, sembra essere quella con maggiori elementi a sostegno, anche se gli inquirenti continuano a valutare altre possibili ricostruzioni dell’accaduto.

Il parroco alla famiglia: “Trasformate il dolore in speranza”

Don Salvatore Cinque ha rivolto un pensiero anche ai familiari della vittima, invitandoli a non lasciarsi travolgere dalla sofferenza.

“Alla famiglia di Lorenzo chiedo di non chiudersi nel dolore, ma di trasformarlo in speranza”, ha dichiarato il parroco, precisando però che si deve trattare di una speranza attiva e non di semplice rassegnazione.

Il sacerdote ha poi ricordato come episodi simili abbiano già segnato il territorio: “Non è la prima volta che a Napoli si uccide per motivi futili. Non conosco i dettagli del litigio, ma se fosse davvero questo il motivo sarebbe gravissimo. A Miano ci sono spesso discussioni tra giovani, ma speriamo che questa sia l’ultima volta”.

Il precedente di Raffaele Perinelli, giovane promessa del calcio uccisa a Miano

Nel suo intervento don Salvatore ha richiamato anche un altro tragico episodio avvenuto nello stesso quartiere: la morte di Raffaele Perinelli, 21enne promessa del calcio campano, ucciso il 6 ottobre 2018 al termine di una lite per motivi banali.

Il giovane venne colpito mortalmente con una coltellata davanti a un circolo ricreativo. Per quell’omicidio è stato condannato Alfredo Galasso, con una pena definitiva di 16 anni e 6 mesi dopo i vari gradi di giudizio.

Anche in quel caso, secondo la ricostruzione degli investigatori, alcuni contrasti precedenti erano poi degenerati fino alla tragedia.

La comunità di Miano ora si trova nuovamente a fare i conti con un’altra giovane vita spezzata e con l’appello del parroco affinché il responsabile scelga la strada della confessione e della giustizia.

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