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Omicidio a Torino, cadavere fatto a pezzi trovato in sacchi nell’appartamento di una professoressa

Pubblicato il 25 Settembre 2026

Resti umani di un uomo sono stati rinvenuti all’interno di alcuni grossi sacchi neri, nascosti nel bagno di un appartamento nel quartiere Madonna di Campagna, a Torino. Accanto ai resti, gli investigatori hanno trovato alcuni coltelli riposti in un secchio.

A far scattare l’allarme è stata una donna che ha chiamato il 112 nella notte, riferendo agli operatori che il figlio avrebbe fatto qualcosa di grave.

La segnalazione al 112 e la scoperta del corpo

Dopo la telefonata, gli agenti delle Volanti hanno raggiunto la donna. Con lei si trovava il figlio, che avrebbe indicato agli investigatori il luogo in cui si trovava il cadavere.

L’indirizzo indicato non era quello in cui si trovavano in quel momento, ma un appartamento situato in via Gulli, nella zona opposta della città. Una volta arrivati sul posto, i poliziotti hanno effettuato l’accesso all’abitazione e trovato i resti umani.

Sul caso sono ora al lavoro gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia, impegnati a ricostruire la dinamica dell’omicidio e a stabilire l’identità della vittima.

Il corpo era nell’appartamento di una professoressa

L’alloggio di via Gulli è abitato da una professoressa di 49 anni, originaria di Rieti. L’uomo trovato morto, la cui identificazione è ancora in corso, non risulta essere residente nell’appartamento.

Le indagini sono coordinate dalla pm Lea Lamonaca. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i rapporti tra la vittima e le persone che frequentavano l’abitazione.

Nel corso degli accertamenti sarebbero state effettuate perquisizioni anche in altri appartamenti riconducibili a persone sospettate di poter avere un ruolo nella vicenda. Tra gli immobili controllati ci sarebbe anche quello, nella zona di Mirafiori, riconducibile al giovane la cui madre ha lanciato l’allarme.

Al momento non risultano persone sottoposte a fermo.

Due giovani ascoltati dagli investigatori

Due ragazzi, entrambi di circa vent’anni, sono stati accompagnati negli uffici della Squadra Mobile per essere ascoltati dagli investigatori e verificare un loro eventuale coinvolgimento nella morte dell’uomo.

Gli inquirenti stanno inoltre raccogliendo le testimonianze di altre persone che frequentavano l’appartamento di via Gulli.

Uno degli interrogativi principali riguarda il luogo in cui è avvenuto il delitto: non è ancora stato stabilito se l’uomo sia stato ucciso nell’abitazione della professoressa oppure se il corpo sia stato trasportato lì successivamente.

Il racconto dei vicini

Nello stabile di via Gulli – riporta l’Ansa – alcuni residenti hanno raccontato agli investigatori e ai giornalisti di aver notato un frequente movimento di persone nell’appartamento.

«Abito qui da poco, non la conosco bene, c’era sempre un via vai di gente, di giorno e di sera», ha raccontato un condomino.

Un altro vicino ha riferito di conoscere la donna soltanto di vista e di averla vista spesso in compagnia di persone diverse, oltre che con un cagnolino.

Gli accertamenti della Polizia proseguono per chiarire chi sia la vittima, cosa sia accaduto prima della sua morte e quale ruolo abbiano avuto le persone che frequentavano l’appartamento. Fonte: Ansa

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