Pubblicato il 17 Aprile 2026
Rischio recessione senza una soluzione nel Golfo
L’allarme di Confindustria sul conflitto
Una rapida soluzione diplomatica nel Golfo è fondamentale per evitare gravi conseguenze economiche. È questo il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha sottolineato come il protrarsi dell’instabilità possa spingere l’economia verso una fase recessiva.
Le previsioni sul Pil italiano
Secondo il Centro Studi di Confindustria, la durata del conflitto avrà un impatto diretto sulla crescita economica. In caso di una fine rapida delle ostilità, si stima un incremento dello 0,5% del Pil italiano nel 2026. Al contrario, se il conflitto dovesse protrarsi fino a quattro mesi, la crescita si azzererebbe, portando il Paese in una fase di stagnazione.
Il rischio segnalato dal Fondo Monetario Internazionale
Le dichiarazioni arrivano a margine del convegno “Genova e Liguria capitali dell’economia del mare 2026” e si inseriscono nel contesto dell’allarme lanciato dal Fondo Monetario Internazionale. L’organismo internazionale ha evidenziato che una prosecuzione della guerra in Iran, unita alla possibile chiusura dello stretto di Hormuz, potrebbe spingere l’Unione Europea verso la recessione, accompagnata da un’inflazione fino al 5%.

