Pubblicato il 10 Novembre 2022
Una dottoressa dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova stamattina è stata aggredita con un coltello da un paziente.
L’uomo, un 85enne, è accusato di lesioni aggravate dall’uso dell’arma: ora agli arresti domiciliari.
Secondo una prima ricostruzione, l’arrestato doveva sottoporsi alla terapia del dolore.
A un certo punto, avrebbe afferrato il coltello e colpito la professionista, che ha cercato di difendersi.
Soccorsa da alcuni colleghi, è stata portata in pronto soccorso.
Ha ferite alle mani e al collo, ma non sarebbe in pericolo di vita.
La direttrice generale dell’Istituto Oncologico Veneto, Patrizia Benini, ha spiegato che a intervenire è stato un infermiere di passaggio che ha tolto il coltello dalle mani dell’anziano.
“Il paziente è seguito da molti anni qui allo Iov – ha detto Benini – Era guarito, seguiva un follow up. Da qualche mese era affetto da una patologia dolorosa e faceva una terapia. Durante una delle ultime sedute aveva anche portato un regalo al medico per cui nulla faceva presagire un gesto simile”.
Il governatore del Veneto ha definito l’aggressione un “gesto di enorme viltà” ed espresso la sua vicinanza al medico.
“Si tratta di fatti che non possono essere tollerati o liquidati, serve che il legislatore tratti questi casi con la massima severità e con norme ad hoc”, ha detto.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Padova Sergio Giordani: “Troppo spesso assistiamo ad atteggiamenti ostili nei confronti del personale sanitario, visto come un nemico al quale contrapporsi; per fortuna episodi così gravi sono rari, ma è necessario riflettere su questo fenomeno”.
Un aspetto sottolineato anche da Domenico Maria Crisarà, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Padova.
“Sta venendo meno quel rapporto di fiducia che era il caposaldo del rapporto medico-paziente sino a poco tempo fa. Da eroi salvatori i medici sono ora visti come il nemico da osteggiare e da colpire in senso letterale dando sfogo a tutta la propria violenza ed insoddisfazione – ha detto – Auspichiamo che le autorità preposte siano in grado di rafforzare la sicurezza nei luoghi di cura, sia per i pazienti che per i medici e gli operatori sanitari che vi lavorano”.

