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Padova

Padova: l’ex iena Gip nei guai insieme con i genitori

Pubblicato il 20 Febbraio 2024

Peculato, falso ideologico, circonvenzione d’incapace e riciclaggio.

Sono questi i reati che la procura di Padova contesta a vario titolo a Giovanni Cutrino, alla moglie Maria Teresa Donati e al figlio Giampietro Cutrino, il volto noto della famiglia.

Il suo nome d’arte è Gip, e fino a qualche anno fa era una delle Iene più temibili della trasmissione di Italia Uno.

Recentemente Gip si è trasferito in Svizzera ed è diventato un imprenditore nel settore delle “blockchain” che consiste in un registro condiviso per le transazioni, un complicato sistema che entra in gioco per la gestione delle criptovalute.

Ma la vicenda che lo vede coinvolto a Padova è molto più semplice da comprendere, riferisce il Corriere.

Tutto comincia dall’attività del padre di Gip, che per anni ha fatto l’amministratore giudiziario di un’anziana donna che risiede nella casa di riposo Nazareth, in centro a Padova.

L’amministratore giudiziario è quella persona che viene nominata dal giudice per occuparsi dei beni di persone anziane, che non possono muoversi o gestire i loro patrimoni.

Qualche tempo fa la giudice civile Alina Rossato ha controllato le spese dell’anziana, notando che i giustificativi delle spese erano sempre più scarni, mentre le uscite dal conto sempre più copiose, fino ad arrivare alla sparizione di 217mila euro, molti in contanti. L’amministratore ha giustificato in parte le uscite, spiegando che l’anziana, assistita in tutte le sue necessità dalla casa di riposo, amava fare dei “festini” nella struttura di ricovero. 

Insospettita la giudice ha deciso di nominare un altro amministratore. Ed è così che il nuovo custode giudiziario Gianluca Rigon, si è accorto che le spese, dal 2018 ad oggi, erano state davvero tante: la signora anziana, che aveva un patrimonio di oltre mezzo milione di euro, si sarebbe vista sottrarre buona parte del suo denaro. Si noti che l’anziana ha una pensione di 3 mila euro e che la retta del Nazareth è di 2.500 euro, pertanto il patrimonio avrebbe dovuto aumentare, non diminuire. Il nuovo amministratore si è affidato all’avvocato Pietro Sartori, che ha sporto denuncia in procura.

Sono state le indagini della pm Luisa Rossi a portare alla luce due assegni da 50 mila euro e uno da 25 mila finiti, a detta dell’accusa, nelle tasche di Giovanni Cutrino, insieme ad altri 92 mila euro spariti non si sa dove.

Nell’indagine la Iena Gip è accusata di aver finto di fornire al padre il denaro con cui questi ha comprato una casa a Padova. Secondo la procura quei soldi non erano di Giampietro Cutrino ma si tratta del denaro dell’anziana prelevato illecitamente da suo padre Giovanni.

A Giampietro e alla madre (avvocato Giuseppe Pavan) viene contestato il solo reato di riciclaggio, mentre il reato di peculato, circonvenzione e falso, vengono contestati a Giovanni Cutino. Questa mattina, martedì 20 febbraio, il caso finirà davanti al gup Elena Lazzarin.