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padre Salemi

Padre Salemi, non è un addio: “Riposerai nella tua chiesa, nella tua casa”

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E’ il giorno dell’addio a padre Salemi. Anzi no. E’ un arrivederci. Perché mons. Alfio Salemi sarà quel che è stato prima di spegnersi a 89 anni per via dell’aggravarsi delle condizioni di salute, cioè “Padre, Pastore e Guida”, con le maiuscole, così come ha sottolineato Salvatore Gristina, l’arcivescovo metropolita di Catania che ha celebrato i funerali nella chiesa San Luigi Gonzaga, nata e cresciuta con lui.

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C’erano parenti, amici, parrocchiani, una folla che ha testimoniato l’importanza di padre Salemi, un sacerdote, un amico, che ha fatto della sua vocazione missione ed esempio oltre la sua amata parrocchia, oltre il viale Mario Rapisardi, l’arteria del popoloso quartiere dove è stato punto di riferimento per chi soffriva e per i giovani che rischiavano di perdersi. Lo testimoniano i numerosi sacerdoti che hanno voluto essere presenti, “Perché amava i sacerdoti ed era un maestro che sapeva insegnare anche solo con le espressioni del viso, del suo viso sorridente, buono”, ricorda Salvatore Gulisano, che continuerà a condurre la parrocchia sorretta con chi lo ha forgiato, padre Salemi, appunto.

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Per permettere ai numerosissimi cittadini che volevano partecipare ai funerali, poiché all’interno della chiesa il numero era limitato dalle normative anti covid, è stata organizzata una diretta streaming sia per chi ha assistito dagli altri locali messi a disposizione dalla parrocchia (un salone e il teatro) sia per la visione su Facebook, seguita da centinaia di utenti.

Un evento, padre Salemi, destinato a perdurare. Le nipoti Rita e Rossana, oltre a condividere commossi aneddoti, hanno rivelato quel che il “Nostro adorato zio desiderava: restare nella sua casa anche quando si sarebbe conclusa la sua missione terrena. Per questo parenti e parrocchiani ci riuniremo in un comitato per chiedere, rispettando tempi e passaggi normativi necessari, la traslazione di nostro zio qui, nella sua chiesa, vicino anche fisicamente alla sua comunità. E ci permettiamo di chiedere al nostro arcivescovo si sostenerci”.

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Sostegno subito manifestato da Salvatore Gristina con un ampio, eloquente gesto delle braccia, come ad accoglierlo, farlo suo, così come la promessa di chiedere all’amministrazione comunale di intitolare un luogo a padre Salemi “Perché la sua memoria è una benedizione per tutti”.

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