Pubblicato il 11 Giugno 2026
Operazione congiunta di polizia e carabinieri coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia
Nuovo intervento delle forze dell’ordine a Palermo per fronteggiare quella che gli investigatori definiscono una preoccupante escalation criminale che da mesi interessa alcune aree del capoluogo siciliano. Su disposizione della Procura della Repubblica guidata da Maurizio De Lucia, polizia e carabinieri hanno eseguito otto provvedimenti di fermo nell’ambito di diverse indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia.
Secondo gli inquirenti, l’operazione mira a contrastare nell’immediato l’ondata di episodi violenti che, a partire da novembre 2025, ha interessato il territorio ricadente nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.
L’ultimo episodio violento contro il deposito Sicily by Car
L’attenzione degli investigatori è stata ulteriormente richiamata dall’ennesimo atto intimidatorio avvenuto nella notte, 10 e 11 giugno, quando è stato nuovamente preso di mira il deposito della società Sicily by Car, già colpito in precedenza da altri episodi criminali.
Tra le accuse contestate ai fermati figurano tentata estorsione e tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso, reati che evidenziano la gravità del contesto investigativo.
Spari con kalashnikov e tentata vendetta armata
Quattro dei provvedimenti sono stati eseguiti dagli agenti della Squadra Mobile di Palermo nell’ambito di un’inchiesta relativa a una serie di violenze registrate tra aprile e maggio 2026.
Le indagini hanno ricostruito un episodio particolarmente grave avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 aprile, quando due uomini con il volto coperto avrebbero esploso numerosi colpi di kalashnikov contro un’abitazione di via Don Minzoni.
Poche ore dopo, secondo quanto accertato dagli investigatori, alcuni familiari della persona colpita dall’attentato avrebbero organizzato una spedizione punitiva armata con l’obiettivo di eliminare uno dei presunti aggressori. Altri due indagati avrebbero fornito supporto logistico, accompagnando i responsabili a bordo di scooter.
Auto rubata utilizzata per un attentato incendiario
Altri due giovani sono stati fermati dagli agenti del commissariato Palermo San Lorenzo con l’accusa di aver sottratto un’automobile da un parcheggio di un centro commerciale il 12 marzo scorso.
Secondo l’accusa, il veicolo sarebbe stato successivamente impiegato da complici ancora non identificati per compiere un attentato incendiario contro un autolavaggio situato nei pressi di un distributore di carburante in via Lanza di Scalea, episodio che avrebbe potuto avere conseguenze particolarmente gravi.
Richieste di pizzo ai commercianti di Isola delle Femmine
Gli ultimi due fermi sono stati eseguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Palermo. I due indagati sono accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di diversi esercizi commerciali di Isola delle Femmine.
Le indagini avrebbero accertato che davanti alle saracinesche di otto attività commerciali sarebbero state lasciate bottiglie contenenti liquido infiammabile accompagnate da messaggi intimidatori con una richiesta di denaro pari a 5.000 euro a titolo di pizzo.
L’operazione rappresenta uno dei più recenti interventi delle autorità giudiziarie e delle forze dell’ordine contro i fenomeni di violenza mafiosa, intimidazione e racket delle estorsioni che continuano a interessare alcune zone del territorio palermitano. Fonte: Ansa

