« Torna indietro

Palermo

Palermo, ascensore precipita dal quinto piano: feriti e rabbia

Pubblicato il 30 Giugno, 2022

Come in un film dell’orrore. Scricchiolii sinistri, la luce che si spegne improvvisamente e poi la claustrofobia, la sensazione di essere risucchiati da una voragine senza fine, lo schianto, le urla, il dolore, la paura che soffoca.

Palermo

Per cause ancora tutte da definire, un ascensore è precipitato dal quinto piano di un palazzo in via Vincenzo Balistreri, alla periferia a Palermo, nel quartiere Brancaccio.

Contrariamente a quanto filtrato inizialmente, le vittime sono due donne e un uomo.

Si tratta di una coppia che vive al quinto piano – lui operaio della Reset, lei casalinga – e stava tornando a casa dopo il lavoro insieme alla cognata, che da tempo vive con loro.

Come ogni giorno hanno preso l’ascensore per tornare a casa.

I rilievi dei vigili del fuoco sono in corso. Stando alle prime indiscrezioni, una delle funi d’acciaio che regge la gabbia si sarebbe spezzata e l’ascensore sarebbe precipitato.

Un volo di almeno quindici metri. Lo schianto ha fatto sobbalzare tutti i condomini che immediatamente si sono affacciati sui ballatoi per capire cosa fosse successo e hanno allertato i soccorsi.

“Abbiamo sentito un botto, non riuscivamo a capire cosa fosse successo. Siamo usciti subito di casa e abbiamo sentito le persone urlare. Mio marito ha forzato la porta dell’ascensore e li abbiamo portati fuori. Io sono al sesto mese di gravidanza, ma non ci ho neanche pensato. Sono corsa a soccorrerli ugualmente. Avevano ferite spaventose” dice Jessica Di Fede, che abita nel palazzo.

In stato di shock, con profonde e gravi ferite alle gambe, i tre feriti sono apparsi subito in gravi condizioni. L’uomo, stando a quanto filtra, avrebbe fratture vertebrali e costali, ma a preoccupare sono soprattutto le condizioni di una delle due donne.

La notizia si è sparsa in fretta a Brancaccio. Davanti al palazzone, che mostra tutti gli anni passati da quando è stato costruito, subito si sono radunate diverse persone.

“Le persone che abitano in quel palazzo sono tutti ottimi parrocchiani, li vedo sempre qui da me a messa”, dice don Ugo di Marzo, parroco del quartiere che si è subito precipitato sul posto.

Anche perché c’è rabbia e nervosismo. “I soccorsi ci hanno messo una vita ad arrivare” si mormora in strada.

“Inizialmente è arrivata un’unica ambulanza” dice uno dei residenti. Appena arrivata la segnalazione alla centrale del 118, subito quattro mezzi si sono mossi da diverse postazioni. Ma la città è grande, gli interventi quotidiani innumerevoli, quindi le ambulanze sono arrivate in tempi diversi. Anche un minuto in più però per amici e vicini di chi deve essere soccorso è un’attesa intollerabile.

Il palazzo in cui è avvenuto l’incidente fa parte di un blocco di case popolari, in cui gli ascensori sono stati montati solo da alcuni anni. E da tempo gli inquilini denunciano disservizi.

“È necessario e urgente che si faccia chiarezza subito su quanto successo e si chiariscano le eventuali responsabilità, ma bisogna anche procedere al più presto ad una verifica delle condizioni degli ascensori nelle altre palazzine e in tempi brevi. In queste casa abitano anziani e ammalati, la soluzione non può essere certo bloccare tutte le cabine per un tempo indefinito”.