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Palermo, De Lucia: ‘Segnali che la mafia voglia acquistare droni lanciamine’

Pubblicato il 28 Luglio 2026

De Lucia: “Ci sono segnali di un tentativo di ricostruire un arsenale”

Il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia ha lanciato l’allarme su un possibile interesse della criminalità organizzata verso armi sempre più sofisticate. Durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia, il magistrato ha spiegato che sono emersi segnali relativi alla volontà dei clan di acquistare nuovi strumenti bellici, compresi droni capaci di trasportare e lanciare mine.

Secondo De Lucia, la mafia starebbe cercando di rafforzare il proprio arsenale con equipaggiamenti di maggiore potenza e tecnologia, andando oltre le tradizionali disponibilità di armi.

Armi provenienti dai Balcani e nuovi mercati illegali

Nel corso dell’audizione, il procuratore ha ricordato il ritrovamento di armi provenienti dal Salento ma con origine nell’area balcanica, in particolare dall’ex Jugoslavia. Un fenomeno che confermerebbe l’esistenza di canali internazionali per il traffico di armamenti destinati alla criminalità.

De Lucia ha inoltre evidenziato come l’attenzione dei gruppi mafiosi si stia spostando verso armi più moderne reperibili attraverso il mercato nero nato dopo il conflitto tra Russia e Ucraina.

Il rischio dei droni militari: “Non siamo preparati a difenderci”

Tra gli elementi più preoccupanti segnalati dal procuratore c’è il possibile interesse per droni lanciamine, strumenti considerati particolarmente avanzati e difficili da contrastare.

“Abbiamo segnali di acquisto di droni lanciamine, armi da cui non siamo preparati a difenderci”, ha dichiarato De Lucia, sottolineando la necessità di monitorare con attenzione l’evoluzione delle capacità offensive della criminalità organizzata.

L’obiettivo: ricostruire un arsenale di qualità

Secondo il procuratore, gli elementi raccolti indicano un tentativo di ricostituire un arsenale più efficiente e tecnologicamente avanzato, non soltanto nell’area di Palermo ma anche in altri territori.

L’allarme riguarda quindi una possibile trasformazione delle strategie mafiose, con gruppi criminali interessati ad accedere a strumenti di guerra sempre più sofisticati attraverso reti clandestine internazionali.

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