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I danni del maltempo a Palermo, la fragilità della città tra tetti crollati e acquedotto inquinato

Disagi legati al maltempo anche nel capoluogo siciliano. Durante il temporale della notte del 10 novembre infatti, che si aggiunge alle condizioni generali di maltempo vissute nei giorni precedenti, i fanghi creati dalla pioggia hanno raggiunto Poma e inquinato gli acquedotti della città. A tal proposito, l’AMAP, azienda che si occupa della distribuzione dell’acqua a Palermo, è stata costretta ad interrompere la rete idrica dei quartieri di Villagrazia, Boccadifalco (zona bassa),  Rocca, Borgonovo, con altre aree che potrebbero essere interessate qualora l’interruzione si prolungasse.
Interessati dall’interruzione dell’acqua anche i comuni di Balestrate e Trappeto, Terrasini e Cinisi, Carini, Capaci e Isola delle Femmine.

Sempre a Palermo, nei giorni scorsi, parte del controsoffitto del liceo classico Vittorio Emanuele II si è staccato, portando alla conseguente pretesta degli studenti, i quali hanno deciso di non entrare per protesta contro l’incuria nei confronti dei loro ambienti di studio.

Forti danni causati durante la notte anche a Sciacca, Menfi, Mazara del Vallo e nella zona del corleonese.

Disagi, quelli causati dal maltempo nel capoluogo siciliano e raccontati quì sopra, che mettono in evidenza tutti i limiti che Palermo ha ormai da tempo. Limiti ben oltre e ben più consistenti di quelli “strutturali” che ogni giorno logorano la vita dei suoi abitanti, ma veri e propri limiti civili e culturali di una città che, conscia di quanto accaduto negli anni scorsi a causa dell’incompetenza, o peggio della non curanza, non cambia comunque mai. I problemi a Palermo restano sempre, pur nascondendosi tra i continui cambi di cariche e poltrone nelle aziende o nei governi cittadini che dovrebbero occuparsi della corretta gestione e manutenzione di strade, fognature, acquedotti, scuole, uffici e quant’altro.

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