Pubblicato il 25 Maggio 2026
L’ogiva consegnata ai carabinieri, proseguono le indagini
I medici del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Villa Sofia di Palermo hanno estratto il proiettile dalla testa della giovane di 22 anni rimasta ferita nella notte (24 e 25 maggio) tra via Quintino Sella e via Isidoro La Lumia.
L’ogiva è stata immediatamente affidata ai carabinieri del nucleo investigativo, impegnati a chiarire la dinamica dell’accaduto e a individuare eventuali responsabilità.
Dubbi sulla dinamica della sparatoria
Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione quanto successo. L’auto della ragazza presenta infatti un vetro danneggiato, elemento che potrebbe aiutare a comprendere se la giovane si trovasse all’interno del veicolo oppure all’esterno insieme ad alcuni amici al momento degli spari.
Fondamentale sarà l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che i militari stanno esaminando nelle ultime ore.
Un’area già segnata da episodi di violenza
L’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza nel centro di Palermo. Proprio lo scorso dicembre, a poca distanza dal luogo della sparatoria, una donna di 33 anni era stata colpita accidentalmente in piazza Nascè.
Dopo quel fatto, la prefettura aveva deciso di istituire una nuova “zona rossa” comprendente piazza Sturzo, via Turati, piazza Nascè e via Isidoro La Lumia. L’area era stata sottoposta a misure straordinarie di controllo, con vigilanza rafforzata e maggiori poteri di intervento per le forze dell’ordine.
Le disposizioni si aggiungevano alle altre zone già monitorate in città, tra via Maqueda, la Vucciria e l’area del teatro Massimo, create dopo l’omicidio di Paolo Taormina avvenuto nell’ottobre scorso.
Le critiche della Cgil Palermo
Durissimo il commento del segretario generale della Cgil Palermo, Mario Ridulfo, che ha parlato di una città sempre più insicura.
Secondo il sindacalista, Palermo starebbe vivendo una crescente escalation di violenza, mentre istituzioni e governo nazionale non darebbero risposte sufficienti al problema della criminalità diffusa.
Ridulfo ha inoltre sottolineato il rischio che questi episodi possano compromettere gli sforzi per rendere la città più vivibile e attrattiva, con conseguenze non solo sociali ma anche economiche. Fonte: Ansa

