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Palermo, Zen 2, famiglia minacciata lascia la casa popolare: scatta il presidio civile contro le occupazioni

Pubblicato il 14 Febbraio 2026

Paura e intimidazioni nel quartiere Zen 2 di Palermo

Nel quartiere Zen 2 di Palermo, una famiglia assegnataria di un alloggio popolare è stata costretta ad abbandonare la propria abitazione dopo aver ricevuto gravi minacce da gruppi criminali legati al racket delle case popolari.

Secondo quanto emerso, le organizzazioni che controllano abusivamente alcune assegnazioni trasformano il bisogno abitativo in un affare illecito, speculando sulla povertà e sulla fragilità sociale del quartiere.

Il timore di una nuova occupazione abusiva

Dopo la fuga della famiglia, l’appartamento è rimasto vuoto. Il rischio, concreto, è che l’immobile venga rapidamente occupato da abusivi.

Per questo motivo è stato deciso di attivare un presidio permanente di legalità, con l’obiettivo di impedire nuove occupazioni e riaffermare il rispetto delle regole.

Sacchi a pelo e coperte: la notte dentro l’alloggio

A dare un segnale forte è stato l’assessore comunale all’emergenza abitativa, Fabrizio Ferrandelli, nella foto d’apertura, che ha trascorso la notte nell’appartamento insieme ad altri rappresentanti della società civile.

Con lui anche i docenti universitari Costantino Visconti e Gioacchino Lavanco, oltre alla giornalista Stefania Petyx. Sacchi a pelo e coperte sono stati sistemati nelle stanze per garantire una presenza continua all’interno dell’abitazione.

“Il presidio continuerà anche nelle prossime notti e andrà avanti a oltranza”, ha spiegato l’assessore, sottolineando che altre adesioni sono già arrivate, anche da esponenti del consiglio comunale.

Un segnale contro il racket delle case popolari

L’iniziativa vuole rappresentare una risposta concreta contro il sistema di intimidazioni e controllo illegale degli alloggi pubblici, fenomeno che da tempo alimenta tensioni e illegalità in alcune aree della città.

Il presidio, oltre a impedire l’occupazione dell’immobile, punta a ribadire un principio chiaro: le case popolari devono andare a chi ne ha diritto, senza pressioni né minacce.

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