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Palmi

Palmi: tentano di fare ritirare le accuse di stupro alla ragazza vittima del branco legato alla ‘ndrangheta (VIDEO)

Pubblicato il 21 Dicembre 2023

Avrebbero tentato di persuadere una giovane vittima di violenza sessuale, loro familiare, a ritrattare la denuncia degli abusi subiti che aveva portato all’identificazione di 20 persone, alcuni anche minori, legati da vincoli di parentela a esponenti di vertice di cosche di ‘ndrangheta.

Due donne e due uomini sono stati arrestati e posti ai domiciliari dalla polizia di Palmi e Reggio Calabria per i reati di violenza o minaccia per costringere a commettere reato e intralcio alla giustizia.

Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Palmi.

L’attività investigativa che ha portato agli arresti di è collegata all’operazione “Masnada” coordinata dalla Procura di Palmi e nell’ambito della quale, nello scorso mese di novembre, la polizia ha arrestato tre rampolli di ‘ndrangheta e il figlio di un amministratore locale.

Erano stati, inoltre, individuati una ventina di soggetti, alcuni dei quali minorenni, che in qualche modo, stando alle indagini, avevano partecipato alle violenze sessuali di gruppo.

Dopo il blitz del commissariato di Palmi eseguito nelle scorse settimane, contro i presunti componenti del branco, adesso l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, su richiesta del procuratore Emanuele Crescenti, nei confronti dei familiari di una delle due vittime.

Ai domiciliari sono finiti il fratello e la sorella della ragazza stuprata dal branco, assieme ai loro rispettivi compagni.

Proseguendo le indagini dell’inchiesta “Masnada” i poliziotti hanno accertato vari e reiterati episodi di vessazione subìti dalla ragazza dai propri familiari che, contrari alla sua scelta di denunciare, hanno costantemente tentato di ostacolarne la collaborazione con gli investigatori cercando di farle ritrattare quanto già dichiarato davanti all’autorità giudiziaria.