Pubblicato il 14 Gennaio 2026
La decisione dei giudici
Chiara Ferragni è stata assolta dall’accusa di truffa aggravata dal Tribunale di Milano. I pubblici ministeri avevano chiesto una condanna a un anno e otto mesi di reclusione, ma il procedimento si è concluso con una sentenza di improcedibilità.
Il processo sul “Pandorogate”
Con la pronuncia dei giudici si chiude il caso noto come Pandorogate, legato anche alla vendita di uova di cioccolato promosse dall’imprenditrice digitale. Secondo l’accusa, sostenuta dai magistrati Eugenio Fusco e Cristian Barilli, le campagne pubblicitarie avrebbero indotto in errore i consumatori, presentando come benefiche iniziative che avrebbero generato un profitto illecito stimato in circa 2,2 milioni di euro, oltre a vantaggi di immagine non quantificabili.
La caduta delle querele e l’improcedibilità
Il procedimento non è arrivato a una valutazione nel merito perché le querele sono decadute in seguito al pagamento dei risarcimenti, determinando così l’improcedibilità dell’azione penale.
Le posizioni delle parti
Nel corso delle precedenti udienze, Ferragni aveva ribadito di aver sempre agito in buona fede. Una ricostruzione contestata dalla Procura, che aveva definito la comunicazione commerciale “scorretta, ingannevole e mendace” nel collegare l’acquisto dei prodotti a finalità benefiche.
La Casa del Consumatore
Nel processo era stata ammessa come parte civile l’associazione Casa del Consumatore. Il giudice aveva riconosciuto, nel provvedimento di ammissione, la possibile lesione degli scopi statutari dell’ente, legati alla tutela dei consumatori da comunicazioni ritenute decettive. Tuttavia, con la sentenza di improcedibilità non è stato disposto alcun risarcimento in favore dell’associazione.
Le reazioni dopo il verdetto
Prima della lettura della sentenza, Ferragni si era detta “fiduciosa e tranquilla”. Dopo il verdetto, ha dichiarato di essere “commossa”, ringraziando avvocati e follower per il sostegno ricevuto.
Gli altri imputati
Assolti per improcedibilità anche Fabio Damato, collaboratore storico dell’influencer, e Francesco Cannillo, amministratore delegato di Cerealitalia.

