Pubblicato il 19 Aprile 2026
Una messa partecipata da oltre centomila persone
Nella sua seconda giornata di visita in Angola, il Pontefice ha celebrato una messa a Kilamba davanti a una folla imponente: circa 100mila fedeli riuniti per l’occasione. Un momento di grande partecipazione e raccoglimento, che ha segnato uno dei passaggi più significativi del viaggio apostolico nel Paese africano.
“Un Paese bellissimo segnato dalla guerra”
Nel corso dell’omelia, il Papa ha definito l’Angola “un Paese bellissimo, ma ferito dalla guerra”, sottolineando le profonde cicatrici lasciate dai conflitti del passato. Le sue parole hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di non dimenticare le sofferenze vissute, ma al tempo stesso di guardare avanti con speranza.
L’appello: combattere corruzione e divisioni
Il Pontefice ha lanciato un messaggio chiaro e diretto alla popolazione e alle istituzioni: “guarite dalla corruzione e condividete i beni”. Un invito a costruire una società più equa, basata sulla solidarietà e sulla giustizia sociale.
Superare odio e violenza
Tra i passaggi più incisivi, il Papa ha esortato a lasciarsi alle spalle le divisioni del passato: “superate le vecchie fratture, scompaiano odio e violenza”. Un richiamo forte alla riconciliazione nazionale e alla costruzione di un futuro fondato sulla pace.
Una visita dal forte valore simbolico
La presenza del Papa in Angola rappresenta un segnale di vicinanza e sostegno a una nazione ancora impegnata nel proprio percorso di guarigione e sviluppo. La grande partecipazione dei fedeli testimonia il desiderio diffuso di cambiamento e di unità.

