Pubblicato il 11 Luglio 2026
Il messaggio del Pontefice: «La Chiesa sappia accogliere tutti»
Nel corso di un pranzo organizzato a Castel Gandolfo insieme a circa 200 persone in condizioni di fragilità, Papa Leone ha lanciato un forte appello contro le ingiustizie sociali, invitando la Chiesa a essere sempre più aperta e inclusiva.
Rivolgendosi ai presenti con un saluto spontaneo, senza un discorso preparato, il Pontefice ha spiegato di essere arrivato con una profonda «fame di giustizia», di «autentica carità» e con il desiderio di vedere una Chiesa capace di aprire le proprie porte a tutti, senza esclusioni.
«Dove c’è amore per tutti, nessuno è un nemico», ha affermato, sottolineando l’importanza della riconciliazione, del perdono e della pace come valori fondamentali per la convivenza.
L’appello: eliminare le cause della povertà
Nel suo intervento, Papa Leone ha espresso l’auspicio che il mondo riesca finalmente ad affrontare le radici delle disuguaglianze sociali.
«Bisogna eliminare le cause della povertà e dell’ingiustizia che ancora segnano la nostra società», ha dichiarato, ribadendo la necessità di un impegno concreto per costruire una realtà più equa e solidale.
A tavola con rifugiati e persone accolte dalla diocesi di Roma
Il pranzo si è svolto nel Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo e ha riunito persone provenienti da diverse parti del mondo, tutte assistite dalla diocesi di Roma o da realtà ecclesiali.
Al tavolo del Pontefice sedevano Irene, rifugiata originaria della Tanzania, accompagnata dai suoi due figli di 7 e 5 anni, un uomo arrivato dall’Ucraina e accolto da una parrocchia romana, oltre a Isabel, rifugiata proveniente dal Perù, studentessa universitaria sostenuta dal Centro Astalli.
Presenti anche Conde, originario del Sudan, che ha partecipato al percorso di formazione professionale in pasticceria promosso dal Borgo Laudato si’, e un cittadino italiano seguito da una parrocchia della capitale.
Un momento di condivisione e vicinanza
Gli altri ospiti hanno condiviso il pranzo attorno a un’unica lunga tavolata, simbolo di fraternità e inclusione.
Prima dell’inizio del pranzo, Papa Leone ha salutato personalmente alcuni dei partecipanti e, come già avvenuto in occasione di un analogo incontro dello scorso anno, è previsto che al termine del pasto incontri uno a uno gli altri commensali, dedicando a ciascuno un momento di ascolto e vicinanza. Foto: Vatican Media

