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Papa Leone XIV a Lampedusa: “L’Europa ha una responsabilità epocale. Non sono qui per fare discorsi”

Pubblicato il 4 Luglio 2026

L’arrivo del Pontefice e il primo omaggio alle vittime del mare

Papa Leone XIV è arrivato a Lampedusa nella mattinata del 4 luglio, dando inizio a una visita dal forte valore simbolico. Ad accoglierlo erano presenti le autorità civili e religiose, tra cui l’arcivescovo di Agrigento, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il prefetto di Agrigento, il sindaco di Lampedusa e il presidente del Libero Consorzio Comunale.

La prima tappa del viaggio è stata il cimitero dell’isola, dove il Pontefice ha deposto un omaggio floreale sulle tombe di alcuni migranti morti durante la traversata del Mediterraneo. Successivamente si è raccolto in preghiera nel cimitero dei senza nome di Cala Pisana, dove le sepolture sono contrassegnate da croci realizzate con il legno delle imbarcazioni naufragate.

La Porta d’Europa e il momento di raccoglimento

La visita è proseguita alla Porta d’Europa, monumento simbolo dell’accoglienza e delle migrazioni verso il continente europeo. Qui Papa Leone XIV ha salutato una famiglia di migranti, ha attraversato il monumento e ha poi raggiunto da solo la scogliera, soffermandosi in silenzio a osservare il mare in un momento di intensa riflessione.

Il Molo Favarolo diventa Molo Francesco

Uno dei momenti più significativi della giornata è stato lo svelamento della targa dedicata a Papa Francesco sul Molo Favarolo, che da oggi assume ufficialmente il nome di Molo Francesco.

Dopo la benedizione della targa, il Pontefice ha incontrato un gruppo di 15 migranti ospitati nell’hotspot gestito dalla Croce Rossa Italiana, salutandoli personalmente e stringendo loro la mano.

Il bagno di folla prima della celebrazione

Prima della Santa Messa, Papa Leone XIV ha attraversato il campo sportivo dell’isola a bordo della papamobile, salutando i numerosi fedeli presenti. Molti abitanti hanno seguito le diverse tappe della visita anche attraverso i maxi-schermi installati a Lampedusa.

Il messaggio del Papa: “Non sono qui per fare discorsi”

Nel suo intervento, il Pontefice ha spiegato che lo scopo principale della visita non era quello di pronunciare grandi discorsi, ma di celebrare l’Eucaristia come segno concreto della presenza di Cristo.

“Non sono venuto a fare discorsi, ma a celebrare l’Eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi”.

Papa Leone XIV ha sottolineato come i gesti di solidarietà e condivisione abbiano valore solo se animati da un autentico spirito di amore, invitando la comunità a trovare nella fede la forza per costruire un mondo più umano e più giusto per tutti.

Il Pontefice ha inoltre ringraziato la popolazione lampedusana per l’accoglienza ricevuta, ricordando il profondo legame costruito da Papa Francesco con l’isola e con il fenomeno migratorio.

“L’Europa deve assumersi una responsabilità epocale”

Il cuore del messaggio di Papa Leone XIV è stato dedicato al tema delle migrazioni. Secondo il Pontefice, Lampedusa rappresenta il punto dal quale è possibile comprendere con maggiore chiarezza la portata storica del fenomeno migratorio.

Ha evidenziato come l’Europa disponga degli strumenti politici, culturali e istituzionali per affrontare la questione in modo strutturale, superando la logica della sola emergenza.

Per il Papa è necessario sviluppare una strategia di lungo periodo capace di:

  • accogliere i migranti in modo dignitoso;
  • garantire protezione e tutela dei diritti;
  • favorire percorsi di integrazione;
  • promuovere lo sviluppo nei Paesi di origine, affinché nessuno sia costretto a lasciare la propria terra.

La situazione dell’hotspot di Lampedusa

Nel giorno della visita papale, l’hotspot di contrada Imbriacola ospitava 136 migranti, tra cui 51 minori non accompagnati.

L’ultimo sbarco risale alla serata precedente, quando una motovedetta della Guardia Costiera ha soccorso un’imbarcazione con 17 persone a bordo, tra cui cinque donne e tre minori. I migranti, provenienti da Eritrea, Somalia e Sudan, hanno raccontato di essere partiti dalla Libia.

Le critiche delle associazioni per i diritti umani

In occasione della visita del Pontefice, alcuni attivisti hanno espresso forti preoccupazioni riguardo alle procedure adottate nell’hotspot e nell’area del Molo Francesco.

Secondo le associazioni, il centro di prima accoglienza sarebbe caratterizzato da procedure di identificazione e screening considerate troppo rigide, anche dopo l’entrata in vigore del Nuovo Patto europeo su migrazione e asilo.

Gli attivisti denunciano inoltre una crescente presenza degli agenti di Frontex nell’area e sostengono che anche i minori vengano sottoposti ai primi interrogatori subito dopo lo sbarco, evidenziando la necessità di garantire maggiore attenzione alla dignità, alla tutela e ai diritti delle persone sopravvissute ai viaggi migratori.

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