Pubblicato il 10 Aprile 2026
Un appello contro la violenza e l’avidità
In un mondo segnato da violenze insensate e disumane, il Papa ha rivolto un forte messaggio ai vescovi di Baghdad, invitandoli a essere segni concreti di speranza. Ha denunciato con fermezza come molti conflitti nascano da avidità e odio, diffondendosi con particolare ferocia proprio nei luoghi che hanno dato origine alla storia della salvezza.
Queste terre, ha sottolineato, risultano oggi profanate dalla blasfemia della guerra e dalla logica spietata degli interessi economici, che ignorano il valore della vita umana, riducendola a semplice “effetto collaterale”.
La vita dei deboli non ha prezzo
Il Pontefice ha ribadito con decisione che nessun interesse può giustificare la perdita della vita, soprattutto quella dei più fragili. Un principio fondamentale che deve guidare ogni scelta politica, economica e sociale.
Ha quindi esortato i presenti a farsi portavoce di un messaggio chiaro e universale: “Dio non benedice alcun conflitto”.
Essere cristiani significa rifiutare la guerra
Nel passaggio più incisivo del suo intervento, il Papa ha affermato che chi si professa cristiano non può mai schierarsi con chi usa la violenza, ieri rappresentata dalla spada e oggi dalle bombe.
Un richiamo forte e diretto alla coerenza della fede, che esclude qualsiasi giustificazione della guerra e invita invece a costruire pace, giustizia e rispetto per ogni vita umana.

