Pubblicato il 18 Aprile 2026
Nessun confronto politico, ma un messaggio di pace
Durante il volo da Yaoundé a Luanda, il Pontefice ha chiarito di non avere alcuna intenzione di entrare in polemica con Donald Trump. Ha sottolineato che i discorsi pronunciati durante il viaggio in Africa erano stati preparati anche settimane prima, ben prima delle dichiarazioni del presidente statunitense.
Il Papa ha spiegato che alcune interpretazioni hanno travisato il suo messaggio, facendo pensare a un confronto diretto che non rientra nei suoi obiettivi. Ha ribadito invece la volontà di proseguire nel cammino pastorale, continuando a diffondere il Vangelo e a promuovere la fraternità tra i popoli.
Arrivo a Luanda e tappe del viaggio
Il Santo Padre è giunto a Luanda, dando inizio alla terza fase del suo viaggio in Africa, dedicata all’Angola. Tra i primi impegni in programma figurano la visita al presidente João Lourenço e l’incontro con le autorità locali presso il Palazzo presidenziale.
In seguito, il Pontefice si recherà alla Nunziatura apostolica, dove incontrerà in forma privata i vescovi del Paese.
L’ultima giornata in Camerun
Prima della partenza, il Papa ha celebrato una messa a Yaoundé, alla presenza di decine di migliaia di fedeli e del presidente Paul Biya. Nell’omelia ha ricordato che, nel corso della storia, la Chiesa ha affrontato numerose difficoltà, paragonandole a tempeste che mettono alla prova la fede.
Ha però rassicurato i presenti affermando che Gesù è sempre accanto ai credenti, più forte di qualsiasi male, e che Dio invita tutti a vivere nella solidarietà e nella comunione.
Un appello alla solidarietà e alla responsabilità sociale
Il Pontefice ha lanciato un forte invito a costruire reti di aiuto reciproco, capaci di sostenere le persone nei momenti di crisi, siano esse sociali, economiche o sanitarie.
Ha evidenziato come ogni individuo abbia un ruolo importante, indipendentemente dalla posizione sociale, e ha ribadito che la dignità della persona deve essere sempre al centro della società.
Il ruolo della Chiesa nella società
Riprendendo l’invito evangelico “non abbiate paura”, il Papa ha sottolineato che la fede non è separata dalla vita sociale, ma anzi offre la forza per affrontare le sfide collettive, in particolare quelle legate a povertà e giustizia.
Ha spiegato che le istituzioni dovrebbero diventare strumenti al servizio del bene comune, evitando di trasformarsi in luoghi di conflitto.
Il coraggio di cambiare per il bene comune
Nel suo messaggio, il Pontefice ha insistito sulla necessità di avere il coraggio di modificare abitudini e strutture, quando queste non rispettano pienamente la dignità umana.
Ha ricordato che Dio si è fatto vicino agli ultimi, rendendo la cura dei più poveri una scelta fondamentale per i cristiani e per tutta la società.
Il saluto al Camerun
Nel congedarsi dal Camerun, il Papa ha invitato i fedeli a custodire i momenti vissuti insieme e a continuare il cammino con fede.
Ha descritto la Chiesa locale come viva, giovane e ricca di entusiasmo, incoraggiando tutti a trasformare anche le difficoltà in occasioni di crescita, attraverso preghiera, condivisione e servizio.
Grande partecipazione e sicurezza rafforzata
La celebrazione a Yaoundé ha visto la presenza di circa 200mila fedeli, con molte altre persone riunite nelle aree circostanti.
L’evento si è svolto sotto rigide misure di sicurezza, con un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. Nonostante le difficoltà logistiche e il traffico intenso, moltissimi fedeli hanno raggiunto il luogo della messa anche a piedi, dimostrando una straordinaria partecipazione popolare.

