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Parcheggio

Parcheggio San Berillo, i residenti del Corso Sicilia chiedono conto al sindaco di Catania

Pubblicato il 3 Gennaio, 2022

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Ai ferri corti lo sono tempo. Ma da quando la clamorosa, recente sentenza del Tar ha annullato il bando per i lavori dell’area destinata a parcheggio interrato a San Berillo, costola della zona del Corso Sicilia, una delle zone centrali di Catania più importanti e, allo stesso tempo, abbandonate al degrado che sembrava finalmente prossima alla riqualificazione, lo scontro si è fatto ancora più duro.

Così, mentre si medita preparare un esposto per chiamare in causa la Procura, i residenti affidano al loro portavoce, l’avvocato Pietro Ivan Maravigna, delle riflessioni e delle domande pubbliche all’amministrazione comunale.

parcheggio
uno scorcio dell’area abbandonata al centro del bando

“Perché questa amministrazione ha proceduto alla modifica del bando di gara che era già stato redatto dalla precedente amministrazione come emerge chiaramente dalla lettura del provvedimento dirigenziale di chiusura della conferenza dei servizi n. 73/2017 in cui è chiaramente citato come allegato 21?”, è una delle domande principali che vengono rivolte al sindaco Salvo Pogliese e a Enrico Trantino, l’assessore ai Lavori Pubblici.

“Le modifiche apportate al bando che hanno portato all’annullamento della gara sono state volute dalla componente politica dell’amministrazione ( e quindi c’è una responsabilità politica) oppure dalla componente burocratica ( e quindi c’è una responsabilità disciplinare) – si chiedono – e quelle introdotte al bando di gara dall’amministrazione Pogliese sono in linea con il Protocollo di legalità stipulato nel 2017 tra la Prefettura ed il Comune di Catania per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose e dei fenomeni corruttivi per le realizzazioni delle opere nel Comprensorio di Corso Martiri della Libertà e sono state sottoposte all’Anac (Autorità nazionale anti corruzione) per un parere?”

Ci si chiede se il parere sia stato preteso pure dall’avvocatura comunale. Inoltre, “Quali sono state le ragioni per le quali il Comune di Catania non ha risposto alla richiesta dell’Urega del 4 novembre 2020 costringendo tale ufficio regionale ad inviare una ulteriore diffida il 26 novembre 2020 con la quale si annunciava l’avvio della procedura di archiviazione della pubblicazione del bando? Perché non è mai stato sentito il parere del Collegio di difesa nonostante l’art. 4 del Regolamento di tale organo ne preveda il parere obbligatorio? Perché alla lettera dell’Ance, che anticipava già tutti i motivi di ricorso che sarebbero stati accolti dal Tar con cui si chiedeva di modificare il bando, ha risposto il Rup e non il Direttore dell’Urbanistica che aveva firmato la determina di approvazione del bando? La lettera dell’Ance è stata fatta leggere ad Anac, Segretario generale, Avvocatura comunale e collegio di difesa o una risposta ad una questione di stretto diritto è stata data da un architetto ex articolista? Conoscete i motivi per i quali le parti private Istica s.p.a. E Cecos s.p.a. Non si sono costituite in giudizio? Siete a conoscenza del fatto che il Segretario Generale con nota del 23 dicembre ha chiesto al Dirigente della direzione urbanistica di relazionare in merito alla mancata pubblicazione sul portale dell’ente al link Consultazione atti amministrativi, della determina dirigenziale a contrarre ( provvedimento 87/2011) Cosa pensate di tale mancanza di trasparenza da parte della Direzione urbanistica? Avete quantificato i danni derivanti al Comune dalla bocciatura del bando e dai ritardi che si accumuleranno per la realizzazione dell’opera?

Infine: “Ritenete che tali costi e tali ritardi debbano essere posti a carico dei cittadini catanesi? Come amministratori ritenete o no, di dover arrivare un procedimento disciplinare nei confronti dei dirigenti che hanno sbagliato? Ritenete di dover porgere le vostre scuse alla città?”