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Pastiera, sapete perché si chiama così? Curiosità sul dolce più famoso di Napoli

Napoli e la pastiera, un binomio inscindibile, per questo dolce di Pasqua

Pubblicato il 8 Aprile 2023

Napoli e la pastiera, un binomio inscindibile, per questo dolce di Pasqua che è ormai famosissimo anche nel resto d’Italia. Ecco un breve viaggio nella tradizione di questa torta che ha attraversato i secoli fino ai giorni nostri, portandosi dietro aneddoti e curiosità, leggende e anche una ‘bufala’ che forse non conoscete sulle famose 7 strisce di pasta frolla.

Un po’ di storia: origine legata ai riti Pagani

Forse non tutti sanno che la pastiera, ha origini che risalgono all’era pagana e alla leggenda della Sirena Partenope. Secondo un’altra versione, invece, la sua genesi risalirebbe al sedicesimo secolo, grazie ad una ricetta messa a punto da una suora nel convento benedettino di San Gregorio Armeno, si quello dove ci sono le botteghe degli artigiani che fanno i pastori del presepe.

Secondo un’antica leggenda, la prima a realizzare questo dolce fu la sirena Partenope in persona, a cui si deve anche la nascita della stessa Napoli: per ringraziarla di aver scelto il Golfo come sua dimora e della sua voce melodiosa, gli abitanti chiesero a sette tra le più belle fanciulle dei villaggi di regalarle sette doni della natura, che Partenope poi mescolò: i sette ingredienti erano la farina, ricotta, uova, grano, acqua di fiori d’arancio, spezie e zucchero.

L’offerta al Mare

Secondo un’altra tradizione, la nascita della pastiera avrebbe a che fare con il mare e i pescatori. Le mogli di quest’ultimi, secondo il mito, avrebbero lasciato sulla spiaggia ceste piene di ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio come ‘Offerta al Mare‘ come dono per far tornare loro uomini sani e salvi a casa. Durante la notte le onde mischiarono tutti questi ingredienti e al loro ritorno, il giorno dopo, avrebbero trovato in quelle stesse ceste un dolce già pronto.

Perché si chiama Pastiera

Il nome deriverebbe dal latino come risultato dell’unione della parola pastam – che in latino sta ad indicare appunto l’impasto – con la parola ieri. Pasta di ieri, si tradurrebbe; è noto, infatti, che i pasticcieri napoletani, consigliano di preparare la pastiera il giorno prima di essere consumata, proprio per lasciarla riposare e farle assorbire tutti gli aromi. E, in effetti, da tradizione, le pastiere si preparano il Giovedì Santo.

Il dolce che fece sorridere La “Regina che non rideva mai”

Si racconta che l’austriaca Maria Teresa d’Asburgo, la seconda moglie di re Ferdinando II di Borbone, soprannominata la ‘Regina che non sorride mai‘, cedendo alle insistenze del marito, assaggiò una fetta di pastiera e non poté fare a meno di sorridere; da qui viene l’espressione napoletana “magnatell’na risata” (mangiatela una risata) che ha il significato di invitare qualcuno all’ilarità.

La bufala delle sette strisce di pasta frolla

In tempi recenti si è diffusa una credenza popolare secondo la quale le listarelle sulla pastiera debbano essere in numero di sette per simboleggiare la planimetria di Neapolis, ossia tre decumani e quattro cardi incrociati a scacchiera del centro storico di Napoli. Si tratta, in verità, di una ‘bufala’ inventata nel 2016. La falsa credenza sulle strisce della pastiera riguarda una pasticceria del centro storico di Napoli che, nel 2016, ha messo in giro questa falsa tradizione insieme a un’associazione culturale. Questa storiella è stata smentita dagli autori stessi, dopo l’intervento dello storico Angelo Forgione. Gli autori del ‘falso’ hanno tentato, invano, una giustificazione, parlando di uno “scherzo” e di “un’ipotesi” ma, sui social si è diffusa questa falsa tradizione che non ha alcuna attinenza con le documentazioni storiche e le ricette più antiche.

Qual è la migliore pastiera napoletana?

Nel centro storico di Napoli ci sono moltissimi laboratori che preparano questo dolce ‘a regola d’arte’ – dalle pasticcerie più rinomate alle botteghe dei Quartieri Spagnoli – ma, il dibattito sulla pastiera è sempre molto acceso: si discute sull’altezza, sui canditi (si, no, pochi e quali) sulla variante che inserisce nell’impasto la crema pasticcera, su meno o più grano. Insomma, ognuno dice la sua e le preferenze sono tutte legittime ma, se chiedete a qualsiasi napoletano qual è la migliore pastiera di Napoli, vi risponderà quasi certamente: “Le regine di mammà!”