Pubblicato il 23 Agosto 2023
In una chat aveva scritto “Ho talmente tanto materiale che ne ho quasi la nausea…”. E il “materiale” era un vero archivio dell’orrore che comprendeva centinaia di file con immagini di minori di 16 anni, spesso vittime di abusi.
Foto e filmati condivisi nelle chat di tutto il mondo, che sono costatati l’arresto a un uomo di 50 anni.
Ma secondo l’inchiesta, condotta dalla polizia postale e coordinata da un procuratore, l’uomo non solo era riuscito a procurarsi importanti quantitativi di materiale pedopornografico, che condivideva poi nel dark web, ma negli ultimi anni avrebbe anche tentato di “comprare” figli minorenni da “ragazze madri” o da genitori con problemi economici per commettere abusi sessuali, in cambio di denaro.
I canali utilizzati dal cinquantenne sarebbero state le chat on-line dove l’uomo si aggirava alla ricerca di genitori con problemi economici e senza scrupoli, pronti a vendere i propri figli.
Così come si legge nell’ordinanza, a un utente che gli scriveva “noi abbiamo bisogno” lui avrebbe risposto: “Ok, ho intuito che aveste bisogno…”. L’analisi informatica svolta nell’inchiesta, scrive il gip, “testimonia l’incessante ricerca di minori (direttamente o per il tramite di genitori), anche sfruttando le loro debolezze economiche o psichiche e promettendo in cambio del denaro”.
L’indagine è scattata a seguito di una “segnalazione delle forze dell’ordine canadesi” sul fatto che un “utente italiano”, ossia il 50enne ora arrestato, nel giugno del 2019 “aveva effettuato l’upload di un’immagine a carattere pedopornografico”.
L’indagato, si legge ancora nell’ordinanza (l’uomo sarà interrogato dal gip nei prossimi giorni), “si è spinto sino a cercare di conoscere o di interloquire con genitori o comunque adulti” che potessero “dargli la possibilità di fissare incontri sessuali con minorenni, talvolta dicendosi disposto a corrispondere un compenso economico”
Dagli atti emerge che l’uomo chattava anche con ragazze minorenni. Stando alle esigenze cautelari, tra l’altro, il 50enne era in procinto anche di commettere abusi su una sua parente.

