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Pesaro

Pesaro, parla il presunto killer di Pierpaolo Panzieri: “Lo dirò al giudice perché l’ho ucciso”

Pubblicato il 23 Febbraio 2023

“Perché l’ho ucciso? Lo dirò dopo al giudice”.

Le parole, pronunciate ai microfoni di una giornalista romena, sono di Michael Alessandrini, il trentenne pesarese fermato in Romania dopo una fuga durata un giorno e mezzo, con l’accusa di aver ucciso Pierpaolo Panzieri, assassinato nel suo bilocale con tredici coltellate la sera di lunedì.

Alessandrini non sarebbe stato ancora sentito dal giudice della Corte d’Appello di Timisoara, la città in cui è detenuto sotto l’occhio vigile degli agenti della Polizia di Stato locale che lo ha terrà in custodia in fino alla convalida del mandato di arresto europeo emesso dal gip di Pesaro.

Un iter che si concluderà entro dieci giorni con il rimpatrio.

Secondo le prime indiscrezioni Michael Alessandrini soffrirebbe di ludopatia e problemi psichici ma dalle indagini è emerso che il trentenne non è neppure seguito dai servizi sanitari.

Anche per quel che riguarda la ludopatia non sono emersi riscontri concreti. Elementi che infittiscono il giallo sul movente. Su questo aspetto le indagini della Procura vanno avanti, mentre l’autopsia sul cadavere di Pierpaolo Panzieri in programma nel pomeriggio di giovedì 23 febbraio è stata rinviata al prossimo lunedì.

A suggerire agli inquirenti che Michael Alessandrini fosse fuggito dall’Italia dopo la morte di Panzieri erano stati i suoi stessi genitori. Il padre è il gestore di un noto albergo del centro di Pesaro e il figlio, la sera di lunedì era sparito così come era sparita la sua Renault Clio.

Panzieri e Alessandrini avevano cenato insieme la sera dell’omicidio, ricostruisce il Corriere. La stretta collaborazione delle Forze di Polizia rumene ha poi permesso di individuare il presunto killer a bordo dell’auto in Romania dopo un controllo stradale.

Pierpaolo Panzieri viveva in via Gavelli da appena due settimane, nel cuore del centro storico a pochi passi dal conservatorio intitolato a Gioacchino Rossini il celebre compositore a cui Pesaro diede i natali.

Il giovane si era trasferito da Baia Flaminia, una frazione meno centrale del capoluogo marchigiano e la maggior parte dei nuovi vicini lo conosceva appena di vista. 

Panzieri era appassionato di musica – era un polistrumentista – amava giocare a calcetto con gli amici e trascorrere con loro il suo tempo libero al “Salotto Cavour” e al Circolo Mengaroni. Era anche un instancabile lavoratore, con il fratello e il padre gestiva l’azienda di famiglia, la Taglio Cemento srl di Monteciccardo.

Lo zio della vittima Alessandro Del Prete ha affidato a Facebook il suo sfogo. “Spero tu possa trovare al più presto l’assoluta lucidità mentale, che possa farti vivere il resto della tua ignobile e deprecabile vita con la consapevolezza di essere una m…a totale”, ha scritto attaccando Michael Alessandrini. “Non ti posso purtroppo augurare lo stesso dolore che hai provocato ai genitori e al fratello – scrive ancora lo zio – perché solo chi perde un figlio o un fratello può provarlo. Mi auguro solo che la giustizia attenui, se mai possibile, lo strazio di una famiglia, che tu hai condannato ad un’esistenza inammissibile per qualsiasi essere umano, con una sentenza rapida, giusta, decisa e senza pietà. La stessa pietà che tu non hai avuto nei confronti di un tuo coetaneo, un tuo amico, un tuo simile”.